Strumenti di moderazione della velocità a tutela dell’utenza vulnerabile
Nella newsletter n. 5 del 4 settembre 2025, affrontando il tema della sicurezza stradale, abbiamo richiamato alcuni strumenti di traffic calming indicati nel Biciplan della Città Metropolitana di Genova (Quaderno 6 – Criteri progettuali), già oggi disponibili per migliorare la sicurezza dell’utenza vulnerabile della strada.
Si tratta di interventi coerenti con il Codice della Strada, nonché con direttive, pareri e circolari del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Li analizziamo ora nel dettaglio, anche con il supporto di immagini esplicative.
Dossi di moderazione della velocità

In Italia i dossi di rallentamento possono essere installati solo in contesti molto specifici, poiché il Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada ne consente l’uso esclusivamente entro precisi vincoli.
Dove si possono installare
- Solo su strade residenziali in ambito urbano e in contesti assimilabili, quali parchi pubblici o privati, residence e aree private aperte alla circolazione interna.
- Su strade con limite di velocità pari o inferiore a 50 km/h.
- Possono essere installati in serie e devono essere adeguatamente presegnalati, sia con segnaletica verticale sia con marcature orizzontali.
Dove non si possono installare
- Non sono ammessi sulle strade che costituiscono itinerari preferenziali dei mezzi di soccorso e di emergenza (ambulanze, Vigili del Fuoco, ecc.).
La normativa distingue inoltre i dossi in base alle caratteristiche dimensionali, che variano in funzione del limite di velocità (50/40/30 km/h), prevedendo altezze e larghezze minime differenti.
Ad esempio, per strade con limite a 30 km/h, l’altezza massima può arrivare a 7 cm, con una larghezza non inferiore a 120 cm.
È quindi evidente come il dosso sia uno strumento di moderazione efficace ma fortemente limitato nelle possibilità di utilizzo, proprio a causa delle stringenti prescrizioni normative.
Attraversamenti e platee rialzate

Nelle Linee guida per la redazione dei Piani della Sicurezza Stradale (18/08/2001), tali interventi sono definiti come:
“Rialzo del piano viabile con rampe di raccordo (con pendenza in genere del 10%, del 7% in presenza di Trasporto Pubblico) in corrispondenza di aree da proteggere da elevate velocità o di attraversamenti pedonali”.
Non si tratta quindi di dossi, come chiarito in modo esplicito dal parere ministeriale – Protocollo 2867/2001, che si riporta per estratto:
“Gli attraversamenti pedonali rialzati non possono essere classificati come dossi di rallentamento della velocità ai sensi dell’articolo 179 del Regolamento di esecuzione ed attuazione, perché la loro geometria è diversa da quanto previsto dalla norma richiamata e non possono essere segnalati come rallentatori di velocità.
Tali opere si configurano come modifica del profilo longitudinale della strada e non richiedono particolari autorizzazioni ministeriali, ma devono essere motivate da valutazioni tecniche di opportunità o necessità, che l’ente proprietario della strada è chiamato a compiere, assumendosi la responsabilità di eventuali inconvenienti o danneggiamenti dei veicoli.”
Fuori da Genova, sia in città grandi sia in centri di dimensioni più ridotte, le platee rialzate sono ampiamente diffuse.
Nel contesto genovese, invece, si registrano forti resistenze da parte della dirigenza del traffico, probabilmente legate alla responsabilità richiamata nel parere ministeriale.
Riteniamo tuttavia che anche il non intervenire, in tratti stradali caratterizzati da velocità elevate e da frequenti investimenti di pedoni, comporti una precisa assunzione di responsabilità, della quale occorrerebbe chiedere conto a chi riveste ruoli decisionali.
Cuscini berlinesi

I cuscini berlinesi sono dispositivi di moderazione basati sullo sfalsamento verticale, pienamente compatibili con la circolazione ciclabile e con i veicoli a due ruote in generale.
All’estero sono ormai molto diffusi, soprattutto nella viabilità locale; da alcuni anni iniziano a comparire anche in Italia.
Nel nostro Paese è oggi possibile sperimentarne l’utilizzo previa richiesta al Ministero dei Trasporti.
I cuscini perseguono la stessa finalità dei dossi, ma in modo selettivo:
- le automobili sono costrette a rallentare, poiché non possono superarli senza salirvi con almeno una ruota;
- autobus e mezzi di emergenza, grazie alla maggiore distanza trasversale tra le ruote, possono invece scavalcarli senza disagi.
Colorazione dell’asfalto e rallentatori ottici

Sulla base di un parere rilasciato al Comune di Bologna (M_INF-SISTRA_DIV2 prot. 0003103 del 25/05/2016), è ritenuta ammissibile la colorazione della carreggiata sia tramite conglomerati colorati in pasta, sia mediante trattamenti superficiali, purché realizzati con materiali in grado di garantire nel tempo adeguati livelli di aderenza e durabilità.
Sono verniciati sul fondo stradale anche i rallentatori ottici, molto diffusi a Genova, generalmente costituiti da cinque strisce bianche di larghezza e spaziatura variabili, spesso collocate in prossimità di attraversamenti pedonali non semaforizzati.
Pinch point

I cosiddetti pinch point (letteralmente “punti di strozzatura”) sono strettoie artificiali realizzate sulla carreggiata, tali da imporre il transito a senso unico alternato.
Dal punto di vista normativo, corrispondono all’istituzione del “transito alternato a vista”, ai sensi dell’art. 42, comma 3, lettera a), del Regolamento di attuazione del Codice della Strada.
L’ampiezza del passaggio veicolare deve essere contenuta tra i 3 e i 3,5 metri, in modo da evitare tentativi di forzare l’incrocio; per questo motivo è necessario ricavare un passaggio laterale dedicato alle biciclette.
Si tratta di dispositivi:
- molto efficaci,
- realizzabili a basso costo,
- utilizzabili però solo in presenza di volumi di traffico relativamente modesti (indicativamente fino a 3.000 veicoli/giorno, secondo le Linee guida MIT).
È inoltre necessario stabilire, tramite segnaletica, la precedenza di una delle due direzioni e garantire che il dispositivo sia ben segnalato, illuminato e visibile a una distanza almeno pari allo spazio di frenata calcolato sulla velocità dell’85° percentile.
Chicane

La chicane consiste in una deflessione orizzontale dell’asse della carreggiata o di una corsia, tale da ridurre la velocità dei veicoli.
L’effetto di rallentamento deriva sia dalla deviazione delle traiettorie, sia dall’interruzione della prospettiva visuale rettilinea.
In ambito urbano, caratterizzato da:
- velocità mediamente contenute,
- forte presenza di utenti vulnerabili,
- scarsa incidenza di veicoli pesanti,
- vincoli geometrici stringenti,
la chicane deve:
- non creare pericolo o disagio per pedoni e ciclisti;
- operare all’interno della sede stradale, spesso attraverso la riorganizzazione delle fasce di sosta;
- ostacolare, se non impedire, il transito dei veicoli pesanti.
Per queste caratteristiche, la chicane è particolarmente adatta alle strade residenziali prive di trasporto pubblico.