• 3342309616
  • info@fiabgenova.it
  • Via Caffa 3/5b - 16129 Genova
Percorsi sostenibili
Le mura storiche

Le mura storiche

Vedrai una città regale, addossata ad una collina alpestre, “superba” per uomini e per mura, il cui solo aspetto la indica signora del mare”. Francesco Petrarca 1358

Le mura, e miage in genovese, hanno sempre rappresentato un elemento distintivo della nostra città proprio per la caratteristica “alpestre” della sua collina. Lo aveva notato anche il Petrarca riportandolo nel suo “manuale” ad uso dei pellegrini diretti in Terra Santa Itinerarium breve de Ianua usque ad Ierusalem et Terram Sanctam

Ancora oggi si possono individuare i resti di diverse cinte murarie:

Le mura Carolinge, le più antiche e risalenti al IX secolo. Racchiudevano la zona oggi ricompresa fra la collina si S.M. di Castello, Porta Soprana, Via T. Reggio e Piazza Banchi. Di queste non rimane molto perché inglobate nelle abitazioni o nelle stesse mura del Barbarossa del XII secolo. Tuttavia qua e là si può ancora scorgere qualcosa.

Le mura del Barbarossa del XII secolo che a seguito di mutate esigenze difensive e dell’allargamento della città verso ponente da Porta Soprana che veniva rifatta si estendevano a filo della collina di Castelletto fino a scendere nell’attuale Via delle Fontane fino all’attuale Porta dei Vacca che risale a quell’epoca.

Nel XIII secolo venne realizzata la fortificazione della penisola del molo, posta al limite meridionale dell’arco portuale, e dello scoglio che, diviso da un piccolo braccio di mare, ne proseguiva il profilo.

Nel XIV secolo le mura si espandono ad Est fino alla collina di Carignano e ad Ovest fino alla zona di Fassolo (Palazzo del Principe). Ed è quello che il Petrarca ha visto nella sua visita a Genova. Parliamo di sistema di mura che si sviluppava per 4.550 metri, posto a difesa di una città di 155 ettari di superficie.

Nel XVI secolo le mura del XIV secolo, oltre ad essersi deteriorate a causa del trascorrere del tempo e, in alcuni punti, per via di interventi edilizi al loro ridosso, non erano inoltre più in grado di resistere ad un assedio scientifico, di cui in quel periodo si gettavano le basi teoriche, e si rese quindi inevitabile l’adozione delle fortificazione alla moderna. Nel 1536 viene istituita la Magistratura delle mura che si occupa di rinforzare le mura trecentesche con i nuovi bastioni e di completare le mura di mare con le nuove porte di mare.

Nel XVII secolo, considerato anche l’evolversi delle artiglierie e le minacce d’invasione dei Savoia e dei Francesi, fu realizzata l’ultima e più grandiosa cinta muraria, le Mura Nuove. Si estendevano per una lunghezza di quasi venti chilometri, di cui circa sette lungo la linea di costa. Sono quelle che vediamo più distintamente ancora oggi in quanto anche per via della loro imponenza sono quelle meno inglobate in edificazioni successive.

Il nostro percorso in bici ricalca in buona parte le Mura Nuove del XVII secolo, che danno continuità o si intersecano con le mura dei secoli precedenti, realizzando così un naturale collegamento tra la Marina e le Fortificazioni collinari, restituendo l’impronta storica della città, favorendo la comprensione degli articolati rapporti di commercio e conflitto che ne hanno determinato il disegno.

Ripercorrere oggi l’intero tracciato, grazie anche alle importanti presenze di edifici storici, religiosi, laici e militari, consente di riappropriarsi dello spazio urbano, come spazio storico e culturale con conseguente recupero di conoscenza e identità territoriali.

Il tracciato prevede l’attraversamento dell’Area del Porto Antico, di Villa Croce, della Spianata dell’Acquasola e del parco del Peralto. Ha molteplici punti panoramici ed alcune deviazioni dal percorso principale sono funzionali alla conoscenza di luoghi meno frequentati e conosciuti, ma estremante significativi. In alcuni casi è necessario procedere a spinta rispettando la segnaletica stradale. Sono stati indicati 59 punti di interesse, con altrettanti edifici o luoghi di interesse rilevante e quindi non solo mura.

Di seguito le mura che si incontrano lungo il tracciato, cliccando sulla mappa il link “le mura storiche” si apre la mappa in altra finestra e compare l’ubicazione delle mura trattate.

Mura Carolinge

In Via Tommaso Reggio sui muri dei palazzi, tracce della cinta muraria del IX secolo. Più avanti, giunti nei pressi di Piazza Banchi (Via San Pietro della Porta) angolo Via Conservatori del Mare notiamo alla nostra destra un archivolto dal quale si accede in Via Canneto il Curto. Questo non è altro che la Porta di San Pietro delle mura Carolinge che è stata inglobata nei palazzi circostanti.

Mura del Molo

In Via del Molo tutta la palazzata che ci separa dalla cala del Mandraccio è appoggiata alle antiche mura del Molo che terminano a Porta Siberia, detta anche Porta del Molo.

Mura di Malapaga

Superata la cinquecentesca Porta Siberia o Porta del Molo si trovano queste mura che prendono il nome dal Casone della Malapaga, situato presso l’attuale Piazza Cavour. Il Casone della Malapaga era una prigione, costruita nel 1269, all’interno della quale venivano rinchiusi i debitori inadempienti.

Mura delle Grazie

Prendono il nome dall’omonima chiesa e vengono edificate direttamente sulla costa rocciosa nel ‘500 come continuazione delle fortificazione del Molo. Su di esse fino a fine ‘800 frangevano le onde del mare.

Mura della Marina

Mura del ‘500 che costeggiavano la Marina di Sarzano, una piccola insenatura sotto la collina di Castello dominata dallo scoglio Campana.

Mura del Barbarossa

Mura del XII secolo delle quali troviamo diversi resti in questa zona. Noi passiamo accanto a quelle di Vico sotto le Murette ed a quelle di Via del Colle.

Mura della Cava

Fanno parte della cinta del ‘500 e sono così chiamate perché sorgevano al di sopra di una cava di pietra scavata a più riprese per fornire il materiale per la costruzione del Molo Vecchio e le mura costiere.

Mura delle Cappuccine

Le mura fanno parte dell’espansione trecentesca verso il colle di Carignano, sono affacciate sul tratto terminale del Bisagno e vengono rinforzate nel corso del XVI secolo con la realizzazione di nuovi bastioni al fronte di terra e l’integrazione delle mura di mare.

Mura del Prato

Quando le mura piegano verso Nord Ovest prendono il nome di Mura del Prato, sono coeve di quelle delle Capuccine e delle successive Mura di Santa Chiara. Sono dotate di un bel bastione panoramico.

Mura di Santa Chiara

Le successive Mura di Santa Chiara insistono in una zona che ha subito grosse trasformazioni per la realizzazione della viabilità novecentesca, tra cui Via XX settembre dove si trovava la Porta dell’Arco spostata più verso Sud sempre nelle stesse mura e sostituita dal Ponte Monumentale sopra il quale transitiamo.

Mura dello Zerbino.

Fanno parte delle Mura Nuove che da qui in poi seguiremo, prendono il nome dalla Villa Gropallo dello Zerbino costruita lì nei pressi poco prima delle mura. La villa a sua volta prende il nome dal sito in cui è stata costruita, un’area prativa incolta, zerbo in genovese.

Mura di San Bartolomeo

Prendono il nome dalla chiesa di San Bartolomeo degli Armeni. Vi si apre l’omonima porta situata su di un antico percorso che partiva dall’Acquasola, passava per la suddetta chiesa, inerpicandosi fino ad attraversare le mura e scendeva sul versante opposto nella valle del Bisagno incrociando la strada per Piacenza un pò più a monte dell’attuale incrocio tra via Montaldo e via Piacenza.

Mura di San Bernardino

Prendono il nome dalla chiesa di San Bernardino e sono dotate di omonima porta a protezione della quale il regno sabaudo fece costruire nel 1820 una torre.

Mura di Sant’Erasmo

Prendono il nome dell’antica cappella di Sant’Erasmo demolita quando hanno costruito le mura. La nostra strada passa sotto le mura e sale più dolcemente andando a fare un tornante, volendo si può salire direttamente sulle mura con una pendenza del 33%.

Mura delle Chiappe

Su queste mura, dette anche di San Simone si apre un varco che porta il nome di Porta delle Chiappe. Il nome delle mura e della porta, molto ricorrente tra i toponimi genovesi, indica le rocce calcaree locali che spesso si presentano in strati lisci e piatti.

Mura dello Sperone

Siamo nel tratto sommitale delle Mura Nuove che culminano con il Forte Sperone costruito sulla cima del Monte Peralto e dal quale scendono le due cinte murarie, quella di levante che abbiamo percorso in salita e quella di ponente che percorreremo in discesa.

Mura del Forte Begato

Primo tratto a scendere verso Sud Ovest delle Mura Nuove nel quale è incastonato l’imponente Forte Begato costruito in un’area eccezionalmente pianeggiante e che ha quindi un ampio piazzale antistante, altamente scenografico.

Mura di Granarolo

Dopo la Porta di Granarolo che si apre in corrispondenza dell’antica strada per la Val Polcevera ed oggi chiusa perché conglobata in edifici privati, incominciano le Mura di Granarolo. La strada che percorriamo in discesa corre in larga parte sul cammino di ronda consentendo di scorgere ampi panorami sulla Val Polcevera.

Mura di Porta Murata

Le mura prendono il nome dalla vecchia Porta degli Angeli che è stata murata per ricavarne alloggi per i soldati di guardia.

Mura degli Angeli

Nelle mura si apre la “nuova” Porta degli Angeli ubicata quasi in asse con l’antica Chiesa di N. S. degli Angeli dei Padri Carmelitani. La porta collega ancora oggi il vecchio quartiere degli Angeli con la mulattiera per Granarolo.

Mura di San Tommaso

Siamo infine nuovamente giunti al livello del mare. Nei pressi della stazione della metropolitana di Principe troviamo i resti delle Mura di San Tommaso dove si apriva l’omonima porta. Si tratta di fortificazioni del XIV secolo sacrificate all’espansione urbanistica della città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *