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Ciclismo urbano
Incidenti stradali 2024: i numeri che chiamano all’azione per la sicurezza di pedoni, ciclisti e micro‑mobilità.

Incidenti stradali 2024: i numeri che chiamano all’azione per la sicurezza di pedoni, ciclisti e micro‑mobilità.

Il comunicato Istat uscito giovedì 24 luglio fotografa un 2024 in cui la mobilità italiana è tornata a livelli pre‑pandemici, ma con un bilancio ancora troppo pesante per gli utenti più vulnerabili della strada. Di seguito i dati principali e alcune riflessioni utili a chi, come FIAB, lavora per strade davvero sicure per tutti.


1. Il quadro generale del nostro Paese

  • Incidenti con lesioni: 173 364 (+4,1% sul 2023)
  • Feriti: 233 853 (+4,1%)
  • Vittime: 3 030 (‑0,3%)
  • Tasso di mortalità: 51,4 morti per milione di abitanti – ben sopra alla media dei 27 paesi UE che è pari a 45.

Il calo dello 0,3 % dei decessi è troppo timido rispetto all’obiettivo europeo di dimezzare le vittime entro il 2030; il target intermedio richiederebbe già oggi circa 1 600 morti l’anno.


2. L’utenza vulnerabile: dove perdiamo ancora terreno

CategoriaVittime 2024Var. % 23‑24Note
Pedoni470–3,1 %1 morte su 6 è un pedone
Ciclisti (incl. e‑bike)185–12,7 %segnale positivo ma lontano da Vision Zero
Utenti monopattini elettrici23 (+1 pedone investito)+9,5 %feriti in aumento: 3 751
Motociclisti (*)830+13,1 %il gruppo che cresce di più

Il 28 % dei morti appartiene a pedoni, ciclisti o utenti di micromobilità, che però rappresentano una quota di traffico infinitamente più bassa rispetto alle automobili.

(*) Definizione normativa di “utenza vulnerabile”

Ai sensi dell’art. 2, punto 10, della Direttiva (UE) 2019/1936 – recepita nell’ordinamento italiano – rientrano tra gli utenti vulnerabili della strada non solo pedoni e ciclisti, ma anche i conducenti di veicoli a motore a due ruote (motocicli e ciclomotori). La recente riforma del Codice della Strada (2024) ha ribadito e reso esplicita questa estensione, allineando la terminologia nazionale a quella europea.


3. Perché accade: fattori di rischio evidenziati

  • Distrazione, mancata precedenza, velocità eccessiva: insieme valgono il 37,8 % delle cause accertate.
  • Sanzioni: la velocità resta la seconda violazione più multata dopo la sosta vietata; rimane elevato il numero di sanzioni per uso improprio di dispositivi in auto (apparecchi radiotelefonici, smartphone, computer portatili, tablet e dispositivi analoghi ).

4. Cosa serve (e serve adesso)

  1. Città 30 su larga scala – Ridurre la velocità massima in ambito urbano salva vite di pedoni e ciclisti; l’aumento delle morti su autostrade (+7,1 %) mostra che la velocità è un fattore chiave anche fuori città.
  2. Infrastrutture protette e continue – Più piste ciclabili protette e meno corsie, attraversamenti rialzati e isole pedonali che diffondono sicurezza percepita e riducono il rischio.
  3. Infrastrutture dedicate alla micromobilità – i 23 decessi e quasi 4 000 feriti su monopattino nel 2024 dimostrano che, oltre a regole chiare e controlli efficaci, servono soprattutto spazi protetti.
  4. Formazione e enforcement – dal rispetto delle precedenze e dei limiti di velocità alla corretta distanza di sorpasso: l’educazione stradale dev’essere continua, sostenuta da controlli efficaci e tecnologie come tutor urbani e telecamere ai semafori.
  5. Budget mirato – Il costo sociale dell’incidentalità tocca 18 mld € (1 % del PIL); destinare una quota strutturale di quel “dividendo” in prevenzione produrrebbe risparmi netti in pochi anni.

5. Il ruolo di FIAB e degli enti locali

  • Advocacy: spingere Comuni e Regioni – a partire dalla Liguria – a recepire i nuovi dati, aggiornare i Piani Urbani della Mobilità Sostenibile e fissare obiettivi misurabili per pedoni e ciclisti.
  • Monitoraggio – chiedere la pubblicazione tempestiva dei dati 2024 disaggregati non solo per le quattro province liguri, ma anche per i rispettivi comuni capoluogo. Su Genova, ad esempio, oggi disponiamo soltanto dei rilievi della Polizia Locale: mancano quelli registrati da Polizia Stradale, Carabinieri e altre forze dell’ordine, e il quadro risulta parziale, impedendo di individuare con precisione i veri “black spot” cittadini.
  • Campagne: lanciare iniziative di sensibilizzazione su “guida distratta” e “rispetta il metro e mezzo” verso chi si muove in auto e in moto.

6. Conclusioni

Il 2024 conferma che la vera emergenza non è il traffico, ma la sicurezza stradale per chi ha il corpo come unico “air‑bag”. I lievi passi avanti registrati per pedoni e ciclisti non bastano: finché contiamo quasi 500 pedoni e 185 ciclisti morti in un solo anno, ogni rinvio di interventi strutturali è eticamente inaccettabile.

FIAB Genova continuerà a portare questi numeri a ogni tavolo istituzionale, chiedendo politiche coraggiose che rimettano al centro le persone, non i veicoli.

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