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Il Biciplan metropolitano: un’opportunità già pronta per potenziare la mobilità ciclistica e la sicurezza stradale nel nostro Comune

Il Biciplan metropolitano: un’opportunità già pronta per potenziare la mobilità ciclistica e la sicurezza stradale nel nostro Comune

lo scorso 27 aprile 2022 il Consiglio della Città Metropolitana di Genova ha approvato all’unanimità il Piano della mobilità ciclistica (Biciplan), frutto di un percorso di co‑progettazione che ha coinvolto i 67 Comuni del territorio, le associazioni di categoria, gli ordini professionali, i cittadini e FIAB Genova, che ha partecipato attivamente alla redazione del documento facendo accogliere numerose osservazioni. Lo strumento, inquadrato dalla Legge 2/2018, definisce la rete ciclabile portante, i criteri progettuali e un pacchetto organico di misure di moderazione del traffico a tutela di tutte le utenze deboli. E’ liberamente consultabile dal sito della Città Metropolitana di Genova a questo indirizzo.


Perché partire dal Biciplan

  • Visione integrata – Combina la rete ciclabile metropolitana con diffuse misure di moderazione del traffico nei quartieri (Zone 30 e «cuscini berlinesi», riqualificazione degli incroci, interscambio con TPL e sistemi di bike‑sharing).
  • Metodo partecipato – Le schede di intervento sono state costruite insieme agli enti locali e recepiscono già le criticità puntuali emerse nei tavoli di lavoro.
  • Coerenza normativa – Il piano recepisce la Legge 2/2018 ed è già stato integrato nel PUMS metropolitano; è tuttavia opportuno verificare che sia effettivamente recepito anche negli strumenti urbanistici comunali e, se necessario, provvedere alla sua integrazione per garantirne la piena attuazione.
  • Finanziamenti – Il Biciplan costituisce requisito premiale nei bandi nazionali ed europei per la mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

Focus sicurezza: i cuscini berlinesi

Fra gli strumenti di traffic calming indicati dal Biciplan spiccano i cuscini berlinesi, rialzi selettivi del piano viabile che riducono la velocità delle autovetture senza ostacolare mezzi di soccorso, autobus e biciclette. In Italia il loro impiego è tuttora sperimentale: per poterli installare occorre presentare una richiesta di sperimentazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), corredandola di un progetto tecnico e di un piano di monitoraggio (velocità medie, incidentalità, percezione degli utenti). FIAB Genova ha già proposto i cuscini berlinesi come soluzione prioritaria in tratti con elevata incidentalità (via Albaro, via Fereggiano, corso Firenze). L’investimento unitario è contenuto (≈ 8‑10 k€ per incrocio) e i tempi di posa sono rapidi (1–2 giorni, senza interferire con sottoservizi).


Cinque azioni immediate per il Comune

  1. Verificare e, se necessario, formalizzare l’adesione al Biciplan – già inserito nel PUMS metropolitano – integrandolo negli strumenti urbanistici comunali con una delibera di Giunta: se il Piano è già stato recepito, si tratta di ribadirne la priorità operativa e di predisporre un cronoprogramma attuativo; in caso contrario, l’atto facilita l’allineamento tra uffici tecnici e l’accesso ai finanziamenti dedicati.
  2. Costituire un gruppo di lavoro tecnico‑politico incaricato di selezionare il primo lotto di interventi (priorità: creazione della rete ciclabile portante («π» rovesciata) e interventi per la sicurezza stradale).
  3. Presentare i progetti al Fondo MIT per la sicurezza stradale; per quanto riguarda il PNRR, verificare la riapertura o l’attivazione di ulteriori bandi dedicati alla rigenerazione urbana e alla mobilità sostenibile, così da candidare tempestivamente gli interventi del Biciplan appena se ne aprirà la possibilità.
  4. Avviare la sperimentazione dei cuscini berlinesi: presentare al MIT la richiesta di sperimentazione e installarli nei tratti a più alta incidentalità (i “punti neri” indicati dal Biciplan e dai report della Polizia Locale, ad esempio via Albaro, via Fereggiano e corso Firenze), monitorando la velocità media e il numero di sinistri.
  5. Comunicare ai cittadini lo stato di avanzamento, con report semestrali pubblicati sul sito web del Comune (sezione open‑data) e, in parallelo, resi disponibili sulla piattaforma open‑data metropolitana per garantire trasparenza e interoperabilità.

Conclusioni

Il Biciplan è un patrimonio condiviso, approvato e finanziabile. Metterlo a terra significa:

  • contribuire al conseguimento dell’obiettivo europeo di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 (EU Road Safety Policy Framework 2021‑2030);
  • portare la quota di spostamenti in bicicletta ad almeno il 10 % entro il 2030, benchmark indicato dal Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC 2022);
  • valorizzare lo spazio pubblico con benefici per salute, turismo e commercio di prossimità.

Non occorre inventare nuove strategie: l’applicazione decisa di quanto già contenuto nel Biciplan può trasformare le linee guida in cantieri concreti, rendendo la città più sicura e vivibile per tutti. Un impegno condiviso potrà trasformare queste linee guida in cantieri concreti, rendendo la città più sicura e vivibile per tutti.

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