• 3342309616
  • info@fiabgenova.it
  • Via Caffa 3/5b - 16129 Genova
I nostri percorsi
Fosdinovo e Sarzana

Fosdinovo e Sarzana

Percorso del 19° Cicloraduno Nazionale FIAB a Massa Carrara – La Spezia 22 – 25 giugno 2005

Fosdinovo e Sarzana – km 70, per MTB o bici con coperture robuste.

Guarda il percorso su GPSIES

Si esce dall’Ostello Turimar (alt. m 4) e si gira a sinistra per via delle Pinete; si segue l’indicazione La Spezia, Carrara, Marina di Carrara per arrivare al porto di Carrara; si prosegue sulla litoranea in direzione di Montemarcello, sempre con il mare alla nostra sinistra. Si supera il Torrente Parmigliola che segna il confine fra le province ci Massa – Carrara e La Spezia e si gira subito a destra e quindi nuovamente a destra in Via Giovanni XXIII. Si prosegue su strada rettilinea che risale il torrente. Di fronte a noi, sui Colli di Luni, possiamo scorgere i due borghi di Ortonovo e Nicola. Prima dell’autostrada si svolta a sinistra su sterrato entrando nella tenuta di Marinella. Si tratta dell’unico lembo di terra pianeggiante della Liguria nei pressi del mare privo di insediamenti se si escludono le case coloniche e la stalla della tenuta. Nella tenuta, di 300 ettari, da quasi sessant’anni si allevano mucche e si produce latte. Lo sterrato, dopo essere passato fra due case coloniche, punta decisamente verso la stalla dove si prende a destra contornando l’edificio su di un piccolo tratto di asfalto. Ripiegando verso Ovest la strada ritorna sterrata e prosegue rettilinea costeggiando l’argine rialzato di un canale oltre il quale c’è l’abitato di Luni Mare. In fondo al rettilineo si svolta a destra, si supera una sbarra ed il canale quindi si attraversa la strada per l’antica Luni e si prosegue, sempre su sterrato, costeggiando la strada provinciale per Sarzana. La strada incomincia a risalire la valle del Fiume Magra. Alla nostra destra abbiamo, dopo la piana, i colli di Luni dove si possono scorgere i borghi di Nicola, Ortonovo, Castelnuovo Magra e Fosdinovo. Alla nostra sinistra ci sarà il fiume, che incontreremo più avanti, e al di là di questo, il promontorio di Montemarcello. Lo sterrato termina superando con un ponticello un canale e quindi si immette sulla provinciale per Sarzana che noi percorreremo svoltando a destra su corsia ciclabile. La corsia ciclabile si interrompe sul cavalcavia che supera l’autostrada e poi riprende dopo di questo. Dopo circa 500 metri si abbandona la provinciale svoltando, con un po’ di attenzione, a sinistra nei pressi di un autolavaggio e percorrendo una stradina che va verso l’autostrada, la sottopassa e al di là trova i segnavia del percorso fluviale del Parco Montemarcello Magra. Si dovrà andare verso località Bradiola. Da questo punto l’area fluviale alterna coltivazioni e zone umide, ove nidificano uccelli acquatici, a settori più degradati che il Parco sta cercando di recuperare. Superata una cava di sabbia si arriva nei pressi del Fiume Magra (m 3) che si scorge al di là dei canneti. Si prosegue risalendo il fiume, la strada si fa sterrata e si infila fra i canneti per poi diventare un sentierino che si apre la via fra un uliveto e la sponda fluviale. Più avanti troviamo l’area attrezzata della Bradiola con tavolini e panche di legno. Abbandonata la Bradiola si passa accanto ad un canale, lasciando il fiume, e dirigendosi verso l’autostrada. Si passa accanto al Club dei due laghi dove la strada diventa asfaltata, raggiunta l’autostrada la si costeggia per svoltare al primo bivio a sinistra ritornando verso il fiume su sterrato. Arrivati in fondo siamo nuovamente sul fiume che andrà sempre risalito. Dall’altra parte del fiume, su di un colle, possiamo scorgere in lontananza il borgo di Trebiano con i ruderi del suo castello. Giunti al bivio con Via Vicinale di Battirello la si prende. Alla fine della via si arriva su percorso asfaltato dove c’è un cartello indicatore del Parco. Qui si gira a sinistra, si costeggia un centro per l’escavazione della ghiaia e ritorna sul fiume nei pressi di un’area attrezzata. La strada un tempo asfaltata è ora piena di buchi ed il suo fondo si sta lentamente rinaturalizzando tra la vegetazione di sponda. Giunti proprio di fronte al borgo di Trebiano la strada ridiventa asfaltata in buono stato e gira sulla destra. Al primo bivio si gira a sinistra, si incontrano i segnavia del Parco e si prosegue diritti per località Gorra dei Molini. Si sottopassa il ponte della SS Aurelia e si prosegue a sinistra sempre per la suddetta località. La strada ridiventa sterrata e quindi acciottolata, punta verso il fiume tornando a costeggiarlo, sottopassa la ferrovia tirrenica e perviene al primo guado in genere asciutto. Superato il guado si prosegue sempre risalendo il fiume passando accanto ad una zona umida formata da dei laghetti, derivanti da vecchie escavazioni di sabbie, e popolati da uccelli acquatici.  La zona attraversata è abbastanza naturalizzata con pioppi, ontani, salici e praterie fra canali e laghetti. Si giunge quindi al secondo guado che in genere è allagato. Nella stagione umida potrebbe anche essere intransitabile ma alla nostra sinistra in genere c’è un ponte di tronchi che può essere abbastanza facilmente superato con bici a mano. Si prosegue diritti verso i tralicci, di fronte a noi la valle si allarga, il fiume Magra scende dall’alta Lunigiana alla nostra destra, il suo affluente Vara scende dall’Appennino Ligure alla nostra sinistra. Si incontra il terzo guado, abbastanza agevole, e si prosegue sempre risalendo il corso del fiume con un fondo a tratti ciottoloso, a tratti fangoso. Si sale infine su di un percorso di argine costeggiando un campo di calcio (m 13) verso l’autostrada. Si incontrano i cartelli del Parco che si seguono su strada sterrata verso località Polverina. Trascurando tutti i bivi, ci si trova quindi su stretta pista d’argine costeggiata da canneti che procede parallela all’autostrada. L’argine si abbassa e poi risale, la pista da sterrata diventa asfaltata. Giunti nei pressi della ferrovia e del suo scalo merci (m 23), si gira a destra passando sotto l’autostrada. Al bivio si gira a sinistra contornando lo scalo merci, in direzione SS 62 della Cisa. Arrivati di fronte all’autostrada la si sottopassa per proseguire diritti tra una fila di capannoni. Allo stop si gira a destra in Via Tavilla che si seguirà fino al centro di Santo Stefano di Magra (m 52) dal cui borgo si prenderà la SS 62 della Cisa che andrà seguita per circa 2 km in direzione Aulla. Santo Stefano, situato sulla Via Francigena, ha sempre seguito le sorti della vicina Sarzana e ha costituito un baluardo importante su di un guado significativo del fiume Magra. Superato il borgo si entra nuovamente in provincia di Massa – Carrara. In località Bettola si prende il primo bivio sulla destra per località Caprigliola (m 145). Qui abbandoneremo definitivamente il fiume per raggiungere i colli della bassa Val di Magra. Con cinque tornanti ci si porta a Caprigliola interessante borgo cinto da mura medicee e con bella torre cilindrica e ruderi dell’antico “castrum”. Nel Medioevo fu dominio di vescovi-conti di Luni, che vi si portavano in caso di pericolo ed anche nell’estate in vacanza. Alla Bettola di Caprigliola, dalla quale siamo risaliti, essi riscuotevano il pedaggio. Vale la pena di entrare in paese per visitarlo. Si entra quindi dall’antica porta e si contornano le mura sulla sinistra fino a scendere ad una piazzetta belvedere sulla Valle del Magra il cui restringimento, che fa da confine naturale fra l’alta e la bassa Lunigiana, termina in questo punto. Continuando il giro del borgo si risale sulla destra su acciottolato fino ad arrivare sotto la torre e quindi, piegando decisamente a destra, si perviene alla piazzetta della chiesa. Dalla piazzetta della chiesa si scende per gradini sulla sinistra e poi nuovamente a sinistra sino a raggiungere una viuzza  con fondo di cemento pedalabile che sale verso il “castrum” e che ci porta ad una posterla (piccola apertura tra le mura), noi usciremo da questa uno per volta. Usciti dalla posterla si prende a destra in discesa per ritornare nei pressi della porta di accesso al borgo che abbiamo attraversato quando siamo entrati. Occorre ora riprendere la salita di fronte a noi verso la sommità della collina che qui è punteggiata di boschetti ed uliveti. Al primo bivio evidente, di fronte ad un grosso pino domestico, si prende per Ponzano – Santo Stefano. Si continua salendo e percorrendo qualche breve tratto in piano e si giunge ad un secondo bivio nei pressi della Trattoria la Volpaia (m 328). Da qui si prende a sinistra seguendo le indicazioni per M. Grosso – Quattro Strade, disegnate in un grosso palo di cemento con i classici segnavia bianchi e rossi. Dopo il bivio la strada scende leggermente e diventa infine sterrata. Lo sterrato prende a salire in un bosco misto di roverelle, castagni e pini. Ad un terzo bivio si deve continuare sempre per località M. Grosso – Quattro Strade. Si rimane sempre su strada sterrata trascurando l’ultimo bivio che fa raggiungere M. Grosso con un sentiero non pedalabile. Infine la strada sterrata arriva in cresta nei pressi di Monte Grosso (m. 580) e di un pannello dei “Sentieri della Resistenza”. Ci troviamo nella zona dove, nel 1944, agivano le formazioni partigiane con azioni di disturbo ai danni delle truppe nazi-fasciste nei pressi della Linea Gotica. Dal pannello si prende a destra. La strada sterrata sale ancora un poco e poi spiana aprendo ampie vedute prima sull’Appennino Tosco-Emiliano alla nostra sinistra e poi sul Golfo dei Poeti con le Isole Palmaria e Tino, il Promontorio di Montemarcello e la piana alluvionale del Magra da noi percorsa precedentemente. Proseguendo si scorge alla nostra sinistra il borgo di Ponzanello con il suo castello e, davanti a noi, le prime vette delle Alpi Apuane tra le quali spiccano il Pizzo dell’Uccello ed il M. Sagro. Arrivati poco sopra l’abitato di Canepari si ritrova un po’ di asfalto. Lontano, di fronte a noi possiamo già scorgere Fosdinovo ed il castello Malaspina. La strada infine perviene in discesa sulla provinciale che sale da Canepari, noi dovremo prenderla a sinistra in salita. Arrivati in cima al bivio per Ponzanello (m. 580) si trascura quest’ultimo e si prende subito a destra su strada sterrata in leggera discesa. La strada termina nei pressi di un’abitazione e diventa sentiero, stretto ma pedalabile. Il sentiero passa in un bel boschetto di lecci, supera dei casolari, attraversa dei prati ed infine ridiventa strada sterrata per immettersi nuovamente sulla provinciale asfaltata che andrà percorsa in discesa verso Fosdinovo, ormai ben evidente di fronte a noi. Giunti sotto il castello si sale sulla sinistra con un tornante per poi arrivare alla porta di Fosdinovo (m 500) che andrà attraversata. Il borgo, verso la fine del XIII secolo entrò a far parte delle proprietà dei Malaspina che ampliarono il castello collegato con le mura del borgo, diventando il centro politico e militare dei loro feudi. I Malaspina dello Spino Secco (ramo principale) furono ghibellini ed ebbero in generale i loro castelli sulla sponda destra del fiume Magra (Mulazzo, Tresana, Podenzana, Villafranca, ecc.); mentre quelli dello Spino Fiorito (ramo cadetto) li ebbero sulla sinistra (Filattiera, Bagnone, Olivola, Fosdinovo, Massa, ecc.). Il loro potere durò fino al 1800. Oggi il castello è visitabile a pagamento, con i seguenti orari: periodo ora solare: dalle  9 alle 11 e dalle 15 alle 17. Periodo ora legale: dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Giorno di chiusura: martedì.  Le visite sono guidate. Per informazioni e prenotazioni tel             0187 68891      . Entrati nel borgo si prosegue per la via centrale per poi svoltare a destra evitando divieto di accesso espressamente indicato “anche per i ciclisti”. La via si arresta davanti a dei gradini che vengono agevolmente superati per arrivare a destra ad una piazzetta belvedere che fa scoprire con lo sguardo il percorso appena fatto. Si continua arrivando in Via Roma ed uscendo dal paese scendendo verso la valle sulla provinciale. Subito dopo occorre svoltare a destra in Via dell’Angelo su discesa molto ripida con fondo in cemento che diventa poi sentiero. Il sentiero curva e ridiventa poi a fondo in cemento, si supera una cappelletta e si continua a scendere. Si perviene nuovamente sulla provinciale che si prende a destra con un tornante. Subito dopo si può tagliare per sterrato sulla destra che consente di evitare un po’ di tornanti della provinciale ma poi ci si immette su di questa. Si percorre la provinciale fino ad una cappella “Peregrinus Piccioli” per svoltare a destra su asfalto in Via Casalecchio. Più avanti si prende bivio sulla destra per Via Brasino, inizialmente asfaltata e poi sterrata. La strada scende sotto la collina di Fosdinovo inoltrandosi nella valle del Torrente Fabbiano, supera il torrente con unponticello (m 225) e risale sull’altro versante. Si passa fra uliveti e boschetti, la strada ritorna quindi asfaltata. Giunti ad un bivio con due grossi rustici e due cipressi si svolta decisamente a sinistra in discesa. Ai due bivi successivi su asfalto si prenderà sempre a sinistra, troveremo infine le indicazioni per Sarzana che andranno seguite scendendo lungo il corso del Torrente Calcandole e rientrando così in provincia di La Spezia. All’altezza degli Alimentari Esperanza si gira a destra seguendo una strada a bordo torrente che ci porta infine in città. In fondo, prima di un viale costeggiato da cipressi e chiuso da catena, si gira a sinistra e si giunge nei pressi delle mura della città dove sta il Torrione S. Francesco. Si percorre con bici a spinta un tratto pedonale che contorna il Torrione e si arriva quindi alle case costruite sulle mura di Sarzana (m 25). Il vero e proprio nucleo di Sarzana si forma attorno all’anno 1000 probabilmente alla relazione con la decadenza della vicina Luni, che proprio in quegli anni si andava rapidamente spopolando in seguito all’insabbiamento del porto ed alla formazione di stagni e di paludi apportatori di malaria. Il centro storico di Sarzana è molto ben conservato e ha delle emergenze artistiche di rilievo. Ne incontreremo alcune durante il nostro attraversamento della città. Si prosegue sulla destra per arrivare poi nell’ampia Piazza Matteotti con il suo monumento ai caduti. Al di là del monumento sta il Palazzo del Comune (sec.XV-XVIII). Dal palazzo si svolta a sinistra in Via Mazzini, si passa davanti alla Pieve di S. Andrea (sec.X-XI) e quindi alla Cattedrale di S. Maria Assunta,  che edificata sull’area dell’antica pieve di S. Basilio, fu definitivamente terminata nel 1474. La Cattedrale ha una bella facciata marmorea sulla quale si apre un rosone gotico. Giunti di fronte al Teatro degli Impavidi si svolta a destra in Piazza Garibaldi e si prosegue diritti verso la stazione ferroviaria che sta in fondo al viale davanti a noi. A destra della stazione vi è un cavalcavia pedonale con scivolo che ci consentirà di attraversare i binari. Giunti dall’altra parte si ritorna in sella, si gira a sinistra e si costeggia inizialmente la ferrovia per poi abbandonarla e, allo stop, girare a destra. In fondo c’è un semaforo, si attraversa l’incrocio e si prosegue diritti di fronte a noi. Al primo bivio si va a sinistra in Via Silea, si passa accanto ai Bozi di Saudino (m 7), fossi creati per l’estrazione di argilla, successivamente riempitisi d’acqua e colonizzati da specie vegetali e animali. Oggi costituiscono una importante e interessante zona umida. Si sottopassa l’autostrada e la si costeggia per raggiungere il tracciato dell’andata (siamo nei pressi del Club dei due laghi) che andrà ripercorso a ritroso e ritornare a Marina di Massa.

© 2006, il presente itinerario è proprietà della Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta. Ne è consentita la riproduzione citandone la fonte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *