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Attorno al Forte Diamante

Attorno al Forte Diamante

Dalla Val Polcevera alla Val Bisagno con variante che termina al Righi

AUTORE: Circolo Amici della Bicicletta – Genova

DIFFICOLTA’ : medio

PERCORRIBILITA’: tutto l’anno

LUNGHEZZA: 14 km circa di cui circa 6 su sterrato, ciclabile al 80%. Con la variante per il Righi si allunga di un km

DISLIVELLO SALITA: 481 m

TEMPO DI PERCORRENZA: 3 ore comprese le soste

BICI CONSIGLIATE: Mountain Bike

TEMI DI INTERESSE: paesaggistico, naturalistico e storico

BIBLIOGRAFIA e/o CARTOGRAFIA:

  1. carta : 25.000 Carta dei sentieri F.I.E. – Val Bisagno, Edizioni del Magistero – Genova.
  2. Visualizzazione la mappa Google

traccia GPS formato GPX del percorso principale. Elissoide WGS 84.

INFO: Circolo Amici della Bicicletta – Genova – e-mail: adbge@libero.it

INTERMODALITA’: il punto di partenza dell’itinerario si trova alla stazione FS di Genova Bolzaneto, il punto di arrivo si trova a pochi km dalla stazione FS di Genova Brignole. Il punto di arrivo della variante si trova poco sopra il centro città ed equidistante dalle stazioni di Genova Brignole e Genova Principe, le principali della metropoli, tutte queste stazioni sono servite da diversi treni che espletano il servizio di trasporto bici, specialmente il sabato e festivi.

DESCRIZIONE: itinerario dalla Val Polcevera al crinale fortificato che separa questa valle dalla Val Bisagno. La linea difensiva settentrionale di Genova farà da sfondo a tutto il percorso, con il Forte Diamante in posizione dominate per buona parte della pedalata.

Usciti dalla stazione di Genova Bolzaneto (m. 53), antico comune autonomo ora inglobato nella grande Genova, si svolta a sinistra in fondo alla discesa in Via P. Pastorino che si percorre ben presto in leggera salita fino a Piazza Ospedale Pastorino e quindi si continua ancora per circa 100 metri in discesa verso il casello autostradale di Genova Bolzaneto. Poco prima dell’accesso al casello, di fronte a concessionario auto, si svolta a destra ruotando di 360° e si percorre in salita la Via Privata Campodonico. Si continua a salire passando sopra la galleria dell’autostrada (m. 72) e dopo poco si superano gli ultimi palazzi trovandosi all’improvviso in aperta campagna fra boschi misti di latifoglie e macchia mediterranea. Superato un casolare isolato tra prati e boschetti, dopo una curva, il paesaggio cambia ulteriormente non scorgendosi più la città e non udendosi nemmeno il suo frastuono. Ci troviamo di fronte al crinale dei forti, possiamo scorgere lontano sulla sinistra il Forte Diamante e sulla destra il Forte Fratello Minore. Più defilati sulla destra si intravedono anche i Forti Sperone e Begato.

Stiamo per arrivare alla località denominata Brasile (non c’entra con il paese sudamericano, deriva dal termine dialettale Braxî ). Qui la salita si fa più dolce fino ad una cappelletta che superiamo lasciandola sulla nostra destra. La strada prosegue sempre in salita contornando la sommità della collinetta su cui sorge la chiesa del Brasile (m. 212). Si segue il tracciato asfaltato che è qui segnalato da segnavia rosso a forma di triangolo. Ad un’ultima curva si abbandona l’asfalto seguendo sempre, su sentiero, il segnavia posto ben in evidenza su alberi e rocce. Dopo un poco occorre fare bene attenzione perché il nostro sentiero prende a salire sulla destra lasciando il tracciato principale che continua in piano; qui il segnavia non è molto evidente è quindi facile sbagliare strada. Ben presto comunque si ritroverà il segnavia rosso che dovrà continuare ad essere seguito. Ci troviamo in un bosco di castagni, ormai abbandonati, frammisti a carpini ed ornielli. La salita prosegue, a volte costringendoci a scendere dalla bici per superare ostacoli improvvisi o pendii troppo ripidi. Arrivati in cima al sentiero troveremo delle case sulla nostra destra (m. 361). Proseguendo quindi in leggera discesa torneremo sull’asfalto. Svoltando a sinistra al bivio ci immettiamo in una stradina che attraversa il bosco sottostante al Forte Diamante, che si potrà ben presto notare sopra di noi.

La stradina uscirà dal comune di Genova per entrare in quello di S. Olcese in località Camporsella (355 m.). Da questa località parte uno dei numerosi sentieri che salgono al forte. In questo caso si tratta però di un sentiero non pedalabile. Il forte Diamante, posto sopra di noi ad una quota di m. 672, è stato finito di costruire nel 1758 e dopo soli due anni, con le truppe francesi al suo interno, riuscì a resistere all’assedio degli austriaci che lo avevano accerchiato dopo aver conquistato le vicine postazioni dei Due Fratelli. In tali combattimenti, che hanno anticipato di qualche mese la vittoria di Napoleone a Marengo, fu anche ferito Ugo Foscolo che combatteva per le truppe francesi.

Da Camporsella si proseguirà per Via Ezio Faggioni scendendo quindi a Casanova di S. Olcese (m. 320) e continuando sempre diritti sulla S.P. n. 43 della Torrazza. La provinciale verrà abbandonata al bivio per Trensasco che si prenderà sulla destra salendo con due tornanti all’omonimo valico (m. 392). Il valico costituirà per noi una sorta di “giro di boa” infatti gireremo subito a destra su pista sterrata che segue le tubature di un acquedotto. Con tale manovra abbandoneremo la Val Polcevera per percorrere i versanti delle colline della Val Bisagno, verso Sud. La pista  porta con un lungo falsopiano fino al parcheggio del Righi (m. 367) posto sulle mura della città di Genova, sotto il Forte Sperone. Vale la pena di godersi questo tratto su cui si apre un panorama mozzafiato sui forti Diamante, Puin e Sperone, sull’ardito tracciato della Ferrovia Genova-Casella e su tutta la Val Bisagno con i suoi ripidi versanti. Giunti in prossimità di una curva attraversata dal sentiero segnalato da segnavia rosso a forma di triangolo, che già avevamo incontrato salendo dalla Val Polcevera, svoltiamo a sinistra in ripida discesa seguendo il sentiero. Occorre fare attenzione perchè il primo tratto è piuttosto tecnico.

Chi vuole invece proseguire con la variante rimane sempre sulla pista sterrata dell’acquedotto. Ancora pochi km e giungerà al parcheggio del Righi, sempre seguendo le fortificazioni genovesi, si scenderà quindi in centro seguendo le indicazioni stradali della viabilità cittadina e passando davanti al capolinea della funicolare Zecca Righi dove facciamo terminare questa variante di 3 km.

Il nostro percorso è ora tutto su mulattiera o sentiero. Occorre seguire il crinale che piega a Sud Est, si abbandonerà quindi il sentiero segnalato che scende a Preli, scorta alla nostra sinistra, per proseguire a destra lungo il crinale della Costa Comunaglie di Staglieno. Arrivati nei pressi di un crocevia di sentieri e mulattiere prenderemo la mulattiera sulla sinistra costeggiata da un muro a secco. Ritroviamo l’asfalto in Via delle Banchelle ma lo seguiamo per poco, a sinistra, per scendere subito in Salita alla Chiesa di Staglieno che diventa mattonata con piccoli gradini e che ci porta davanti all’omonima chiesa. Volendo si può ancora scendere con mattonata prendendo a sinistra e subito a destra superando alcuni gradini. Oppure si scende seguendo l’asfalto di via delle Gavette ed in breve si giunge sulla sponda del Torrente Bisagno e da qui si raggiunge Genova Brignole.

 

 

ULTERIORI INFORMAZIONI:

  1. Ultimo collaudo effettuato sull’itinerario da Romolo (c/o Circolo Amici della Bicicletta di Genova tel.             010/3621357      ) il 26/01/2008.

 

© 2002, 2008il presente itinerario è proprietà della Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta e del Circolo Amici della Bicicletta di Genova. Ne è consentita la riproduzione citandone la fonte.

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