
COP31 Bike Ride: consegnata a Torino la lettera del Comune di Genova. FIAB: «Ora gli impegni diventino realtà»
La lettera sottoscritta dal Comune di Genova è stata affidata alla staffetta internazionale diretta alla Conferenza ONU sul clima. FIAB Genova: positivo il successo del bike sharing, ora occorre proseguire con rete ciclabile, sicurezza e intermodalità.
Genova, 21 agosto 2026 – La lettera con gli impegni della città di Genova per la mobilità ciclistica e la riduzione delle emissioni è ufficialmente in viaggio verso Antalya, in Turchia, dove a novembre si terrà la COP31, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici.
Ieri una delegazione di FIAB Genova ha raggiunto Torino e consegnato il documento agli staffettisti della COP31 Bike Ride, arrivati dalla Francia e ora diretti verso est, attraverso l’Italia, i Balcani e infine la Turchia.
La lettera era stata consegnata nei giorni scorsi a Palazzo Tursi dall’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti a una delegazione composta da Stefano Bigliazzi, presidente di Legambiente Liguria, Romolo Solari, presidente di FIAB Genova, e Maurizio Liva, consigliere di FIAB Genova.
Gli impegni assunti dal Comune entro il 2030
Nel documento l’Amministrazione comunale richiama il percorso già avviato attraverso il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e il Biciplan metropolitano e individua sei impegni da perseguire entro il 2030:
- completare e potenziare una rete ciclabile continua e connessa;
- rafforzare l’intermodalità tra bicicletta e trasporto pubblico;
- aumentare la disponibilità di parcheggi sicuri per le biciclette;
- rafforzare gli interventi a tutela della sicurezza degli utenti vulnerabili della strada;
- promuovere la cultura della mobilità ciclistica attraverso iniziative di sensibilizzazione;
- adottare strumenti di monitoraggio e rendicontazione dei risultati raggiunti.
Per FIAB Genova si tratta di impegni importanti, che ora dovranno tradursi progressivamente in interventi concreti.
Il successo del bike sharing è un segnale importante
Un primo segnale positivo arriva dal nuovo bike sharing free floating, partito nei mesi scorsi e accolto con numeri che hanno sorpreso positivamente anche l’Amministrazione. In circa quattro mesi sono stati percorsi oltre 700.000 chilometri; nel solo mese di luglio si sono registrati circa 100.000 noleggi. Con una flotta che ha superato le 2.000 biciclette, il dato corrisponde mediamente a circa 4-5 utilizzi al giorno per ciascun mezzo.
È la dimostrazione che, quando un servizio è capillare, semplice da utilizzare e realmente disponibile sul territorio, anche a Genova esiste una domanda significativa di mobilità ciclistica.
Più biciclette in strada significa anche più sicurezza
La crescita del numero di persone che si spostano in bicicletta ha inoltre un valore che va oltre il dato quantitativo. È il cosiddetto principio della safety in numbers: una presenza più diffusa e visibile dei ciclisti rende gli automobilisti maggiormente abituati a condividerne la presenza sulla strada e contribuisce a creare condizioni complessivamente più sicure.
Naturalmente la crescita dell’uso della bicicletta deve essere accompagnata da infrastrutture adeguate, continuità della rete, interventi sui nodi più critici e una maggiore integrazione con il trasporto pubblico.
Lo spazio pubblico va riequilibrato
Anche il tema della sosta delle biciclette va affrontato con equilibrio. Servono più rastrelliere e parcheggi sicuri, soprattutto nei principali poli di attrazione e nei nodi di interscambio. Allo stesso tempo, nel dibattito sullo spazio pubblico è importante mantenere le proporzioni: l’occupazione irregolare o disordinata da parte di alcune biciclette non può far perdere di vista quanto spazio urbano continui a essere occupato dalla sosta automobilistica, spesso anche in modo irregolare.
La consegna della lettera alla staffetta internazionale rappresenta quindi un passaggio simbolico, ma anche un promemoria concreto. Gli obiettivi sottoscritti dal Comune indicano una direzione precisa: l’auspicio di FIAB Genova è che i buoni propositi contenuti nel documento possano ora trovare progressivamente attuazione, facendo del successo del bike sharing non un episodio isolato ma l’inizio di una politica più organica per la mobilità ciclistica cittadina.