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Giretto d’Italia 2023, ecco i dati

Giretto d’Italia 2023, ecco i dati

Giretto dItaliaAbbiamo i dati della conta dei ciclisti che abbiamo fatto il 20 settembre. Genova è ventesima (su 36) con 792 spostamenti. Qui sotto il

comunicato stampa:

La mobilità ciclistica cresce dal nord al sud Italia. Nei 36 Comuni partecipanti alla tredicesima edizione del Giretto d’Italia-bike to work 2023, il campionato nazionale della ciclabilità urbana organizzato da Legambiente in collaborazione con Euromobility, sono stati conteggiati – lungo 303 checkpoint “aziendali” tra cui 203 ciclabili urbane – 65.494 cittadini tra studenti e lavoratori (+ 6% rispetto al 2022), che in uno specifico giorno della Settimana Europea della Mobilità sostenibile (16-22 settembre) hanno scelto di muoversi in sella ad una bicicletta o altro mezzo di micromobilità elettrica. A totalizzare il maggior numero di spostamenti sostenibili casa-scuola e casa-lavoro è stata la città universitaria di Padova, a seguire Piacenza. Nella classifica che quantifica il numero assoluto di spostamenti sostenibili Genova è ventesima (su 36) con 792 spostamenti, la prima è Padova con 6360 e l’ultima Cassano delle Murge con 18.

A Genova i dati sono stati raccolti dai volontari Legambiente e FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, la mattina del 20 settembre in 9 stazioni sparse sul territorio contro le 7 dell’anno precedente totalizzando in due ore 721 transiti di bici e 71 di monopattini.

Nel 2022 erano rispettivamente 566 e 76. Le due stazioni in più hanno sicuramente consentito di rilevare più transiti ma sottolineano anche un utilizzo diffuso della bici nei vari quartieri.

In calo i monopattini, che dalla prima rilevazione record del 2020 quando se ne erano contati 112, registrano un trend in costante diminuzione specialmente se rapportati alle bici.

Nel dettaglio le rilevazioni sulle 9 stazioni hanno evidenziato: Brignole -Tunnel Borgo Incrociati: 29 bici e 7 monopattini, Via XX Settembre: 134 bici e 17 monopattini, Fontane Marose – Garibaldi: 71 bici e 13 monopattini, Via Buozzi -Via Milano: 107 bici e 15 monopattini, Corso Italia: 144 bici e 3 monopattini, Quarto – Monumento: 80 bici e 1 monopattino, Cornigliano Stazione: 62 bici e 4 monopattini, Via Merano: 52 bici e 3 monopattini, Corso Europa – San Martino: 42 bici e 8 monopattini.

Tra le stazioni new entry segnaliamo l’incrocio tra Corso Europa, Via San Martino e Viale Benedetto XV, una delle situazioni di traffico più caotiche ed anche pericolose della città. Le stazioni di Via XX settembre, Corso Italia e Via Buozzi/Milano restano in testa alla classifica cittadina con transiti di tutto rispetto in linea con gli anni precedenti.

Al di là dei conteggi e delle statistiche Fiab e Legambiente vogliono portare la testimonianza di uno dei volontari che hanno partecipato alla rilevazione:
«Sono rimasto presso il monumento di Quarto per due ore e la mia gola si è subito irritata. Pur essendo una zona aperta, sul mare e ventilata ho sofferto parecchio lo smog prodotto dal traffico. È passato di tutto, vespe con motore a due tempi che bruciano olio, vecchi bus AMT dalla fumata nera, veicoli commerciali sgangherati e numerose auto vecchiotte. Ho subito pensato alla timida ordinanza antismog di inizio anno del Comune, avversata dai sindaci dei comuni limitrofi e da uno stuolo bipartisan di politici ed associazioni di categoria. Mi sono chiesto: possibile che non se ne accorga nessuno che stiamo andando a sbattere contro un muro? Non mi resta che ringraziare quegli 80 valorosi che mi sono passati davanti guidando mezzi a zero emissioni quali bici e monopattini.»

«Ma non è solo la gola del volontario che si è irritata – dichiara Romolo Solari, Presidente di FIAB Genova – Anche le centraline dell’ARPAL evidenziano criticità nella qualità dell’aria. Dai dati del dossier Mal’aria di Legambiente, ricavati proprio dalle suddette centraline, Genova appare una città che non se la passa tanto bene e fatica a raggiungere i parametri di legge che entreranno in vigore nel 2030. In particolare il biossido d’azoto in città viaggia ancora su valori superiori del 34% a quelli che saranno i limiti nel 2030 e se si pensa che nel periodo 2011-2021 tale inquinante ha avuto una riduzione media annuale di solo 4 punti percentuali c’è poco da stare allegri».

«In una città con l’orografia di Genova dobbiamo cogliere le opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche come ad esempio la bicicletta a pedalata assistita che può rendere possibile a tutti gli spostamenti ciclabili – dichiara Federico Borromeo, direttore di Legambiente Liguria. I numeri raggiunti in questa edizione sottolineano l’urgenza di misure diffuse di incentivazione della ciclabilità, di prevenzione e sicurezza e nella ridistribuzione dello spazio pubblico a favore dei pedoni e della ciclabilità, imponendo ad esempio i 30 km/h nelle strade urbane e aumentando gli spazi di agibilità della mobilità ciclistica e della micromobilità per incentivare chi sceglie di andare a piedi e in bici».

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