
Rete ciclabile d’emergenza. Ecco il progetto dettagliato presentato al comune di Genova

Il 2 maggio 2020 FIAB Genova e Confprofessioni Liguria hanno consegnato al comune di Genova una proposta di rete ciclabile d’emergenza, vedi comunicato stampa. Ecco nel dettaglio quanto presentato:
I principi irrinunciabili che ispirano questa proposta sono i seguenti:
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lo spazio per la mobilità dolce non deve togliere spazio ai pedoni e ai mezzi pubblici, ma deve essere ricavato dalle aree attualmente occupate da auto e moto in sosta o in marcia
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la condivisione degli spazi per la mobilità dolce può essere solo tra mezzi omologhi, quindi biciclette muscolari, biciclette elettriche e monopattini. Non si possono far condividere spazi dedicati a proteggere chi si muove con questi mezzi con le moto – con motore tradizionale o elettrico, perché nulla cambia in merito a velocità, ingombro, pericolosità e incidentalità di questi mezzi
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in moltissimi casi gli interventi sono possibili semplicemente applicando le norme tecniche del codice della strada, in alcuni casi sarà opportuno introdurre i cambiamenti normativi richiesti da ANCI purché garantiscano:
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l’inviolabilità degli spazi da parte dei mezzi motorizzati
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la sicurezza di chi usa questi spazi
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I vantaggi e punti di forza della rete si possono identificare in:
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la riduzione della larghezza della carreggiata stradale consente di ricavare spazi per le persone che si muovo a piedi e in bicicletta, riduce la velocità delle auto e impedisce la sosta in doppia fila, pericolosa per la circolazione. Oltre a ciò, la riduzione dello spazio per le auto, in molti casi può consentire anche di recuperare aree per ampliare gli spazi esterni degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande
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La rete ciclabile di emergenza è sì temporanea, ma deve essere realizzata pensando alla futura rete ciclabile cittadina: se le persone iniziano a muoversi lungo queste direttrici con la bicicletta, potranno continuare anche in futuro ad usare questo mezzo per i loro spostamenti quotidiani, la rete quindi potrà essere consolidata progressivamente attraverso interventi regolamentari e infrastrutturali stabili e normativamente adeguati.
I criteri di scelta degli interventi possono essere ricondotti ai seguenti:
| pista ciclabile in corsia riservata |
laddove la corsia carrabile è doppia o larga a sufficienza: riduzione larghezza a 3 o massimo 3,5 m di corsia carrabile e introduzione di corsia ciclabile (se bidirezionale minimo 2,5m di larghezza, se monodirezionale 1,7m oltre ad eventuale spazio distanziamento auto in sosta – vedasi immagine) |
| limite 30/zona 30 | nelle aree residenziali e dove non è possibile realizzare le corsie ciclabili: introduzione del limite 30, propedeutico alla realizzazione di una vera zona 30 |
| lanterna semaforica per bicicletta | integrazione semaforica per transito bicicletta, precedenza alla bici in caso di incrocio con auto |
| attraversamenti ciclabili | integrazione attraversamenti pedonali con segnaletica ciclabile o realizzazione attraversamenti ciclabili |
| casa avanzata | negli incroci, ai semafori introduzione della c.d “casa avanzata” |
| segnaletica dedicata | segnaletica verticale o orizzontale per consentire il transito bici, segnaletica orizzontale non solo in sede di intersezione, ma per avvisare gli automobilisti che lungo la strada potranno trovare biciclette |
| uso corsie bus | possibilità per le biciclette di transitare nelle corsie tpl |
| doppio senso ciclabile | possibilità per le biciclette di transitare in entrambi i sensi in strade a senso unico automobilistico |
La rete proposta è riportata su carte dettagliate divise per municipio o gruppi di municipi contigui. Cliccando sui marcatori stellati appare l’intervento suggerito per quel tratto. Ecco i link alle mappe:
Municipi 2 e 6 – Centro Ovest e Medio Ponente
Municipi 3 e 4 – Bassa Val Bisagno e Media Valbisagno
Municipi 8 e 9 – Medio Levante e Levante