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In bici per le strade romane del Levante di Genova

In bici per le strade romane del Levante di Genova

Da Nervi a Boccadasse.

Un percorso descritto dai nostri soci Roberto Gobbi e Gianfranco Napoli nel 2003 ma ancora attuale e ideale per una gita in bici in città.

quadrupedre

 

DIFFICOLTA’ : abbastanza facile

PERCORRIBILITA’: tutto l’anno

LUNGHEZZA: 8 Km circa su asfalto e lastricato, ciclabile al 98%

BICI CONSIGLIATE: Mountain Bike o bici ibrida

TEMI DI INTERESSE: paesaggistico e storico.

BIBLIOGRAFIA e/o CARTOGRAFIA:

1.    Stradario Telecom della città di Genova

INFO: Circolo Amici della Bicicletta – Genova – e-mail: adbge@libero.it

INTERMODALITA’: il punto di partenza  dell’itinerario si trova nei pressi della stazione FS di Genova Nervi che è servita da diversi treni che espletano il servizio di trasporto bici, specialmente il sabato e festivi. Il punto di arrivo è prossimo al centro città a circa 4 Km dalla stazione di Genova Brignole (una delle due principali della città).

PREMESSA: L’itinerario si svolge da Genova-Nervi a Genova-Boccadasse, e si sviluppa per la gran parte su percorsi separati da quelli dei flussi automobilistici, offrendo possibilità di osservare e di apprezzare tranquillamente le caratteristiche dei luoghi e delle costruzioni che si incontrano. Si tratta in maggior parte di quello che resta dell’antico asse di accesso alla città da Levante detto erroneamente romano per l’errata traduzione del termine roman “romanzo”. L’ultima parte del percorso segue invece a ritroso le antiche vie del sale che dalla baia di Sturla e da Boccadasse salivano verso l’Appennino. Non è da trascurare il fatto che, pur transitando spesso solo ad alcune decine di metri da Corso Europa e dalla strada lungomare, si è immersi in una atmosfera ben diversa in termini di rumori e rombo di motori, in quanto anche le auto che si incrociano nei due sensi di marcia sono in genere (a parte alcuni brevi tratti) poche e in pratica costituiscono il traffico locale dei residenti e visitatori. Basterebbero pochi accorgimenti da parte della Pubblica Amministrazione per rendere questo percorso ancor più godibile. Pensiamo, ad esempio a limiti di velocità a 30 Km/h, come già avviene per le zone residenziali del nord Europa, corsie ciclabili contro mano nei sensi unici, scivoli lungo le scalinate ed un po’ di segnaletica turistica. Nel seguito si descrivono le vie, strade e piazze, nel preciso ordine in cui si incontrano lungo l’itinerario: sarà possibile quindi seguire agevolmente, sia a piedi che in bicicletta, l’itinerario completo anche senza disporre di una pianta delle zone attraversate. Per percorrere tutto l’itinerario sono sufficienti circa due ore considerando anche le soste per ammirare le curiosità che si incontrano.

DESCRIZIONE: 

PIAZZA DUCA DEGLI ABRUZZI

E’ il punto di partenza del ns. itinerario. In tale piazza, ricca di verde e di giardini, vi era a suo tempo la sede del comune di Nervi, prima che la località fosse accorpata nel comune di Genova.

VIA SARFATTI 

Si diparte proprio di fronte a piazza Duca degli Abruzzi, precisamente da via Oberdan (la strada principale che attraversa la parte occidentale di Nervi): mantenendosi alcuni metri al di sotto del piano stradale di via Oberdan, conduce, dopo una breve discesa, a Villa Bonera, sulla sn, che in origine era la cinquecentesca Villa Gnecco, successivamente trasformata in hotel [suggerita una breve visita almeno al parco]. Proseguendo, si passa davanti al Circolo “Canoa Verde” e poco dopo si giunge al torrente Nervi, che si supera attraversando il ponte romano (in realtà di impianto medievale) salendo e discendendo le scalinate che conducono alla parte centrale (naturalmente con bici a mano/spalla).

VIA GANDUCCIO

E’ perfettamente piana e rettilinea ed unisce il torrente Nervi al Porticciolo di Nervi: poco prima di quest’ultimo si può ancora ammirare sulla sn. una curiosa insegna relativa a quadrupedi, che si invitano coloro che seguiranno il percorso a volere scoprire da soli, come piccola sorpresa!

 

VIA CABOTO – PORTICCIOLO DI NERVI

Caratteristico per l’elegante cortina di vecchie case, dai tipici colori liguri, tutte restaurate od in buone condizioni, e la distesa di natanti di varie dimensioni che ne occupa la parte a ponente. Dalla parte più a levante, in prossimità della fine di via Ganduccio, inizia la famosa passeggiata a mare Anita Garibaldi. Tutta la zona del porticciolo è a circolazione limitata ai soli residenti.

 

VIA PROVANA DI LEYNI

Si diparte dal lato a ponente del porticciolo ed in ripida salita percorre all’interno l’antico borgo che sovrasta il porticciolo. Sulla sn (= lato mare) si trova la sede della Lega Navale Italiana e dopo poche decine di metri si allarga nel piazzale su cui si affaccia il Collegio di S. Girolamo degli Emiliani – una delle scuole private più antiche di Genova – rifacimento ottocentesco del precedente edificio del sec. XVII: da questo punto è accessibile anche ai mezzi a motore (senso unico verso ponente, ovvero nel ns. senso di percorrenza). La Lega Navale, antica istituzione che difende e diffonde le tradizioni e la cultura marinaresca in tutto il Paese, ha intitolata la breve strada che unisce questa via con via Oberdan (la strada principale, prima citata).

VIA OBERDAN – VIA MURCAROLO

Via Provana di Leyni termina anch’essa, dopo meno di cento metri, in via Oberdan, all’altezza di un attraversamento pedonale regolato da semaforo. Arrivando dal porticciolo, in bici si dovrà fare attenzione ad immettersi correttamente su via Oberdan, strada piena di traffico, e percorrerne alcune decine di metri sopra la cosiddetta spiaggia dei “Vecchi Trogoli”, fino a raggiungere, subito dopo che la strada assume il nome di via Murcarolo, la gelateria Gaggero: di fronte, cioé sul lato a monte di via Oberdan, si diparte via Pessale.

VIA PESSALE

Si tratta di una breve strada, a senso unico verso ponente (ovvero nel ns. senso di percorrenza) che costeggia a monte via Murcarolo e si reimmette su quest’ultima: a cui è comunque preferibile sia per i pedoni, sia per i ciclisti.

VIA ROMANA DI MURCAROLO

Inizia a circa 50 mt dopo una cabina telefonica, sempre sul lato a monte di via Murcarolo. Anch’essa è una strada, a senso unico verso ponente (ovvero nel ns. senso di percorrenza), che costeggia a monte via Murcarolo e si reimmette nel punto in cui quest’ultima diviene via Gianelli.

VIA GIANELLI – VIA RUZZA

La prima è la tratta della strada lungomare contigua a via Murcarolo, verso il centro città. Nel ns. itinerario arrivando da via Romana di Murcarolo, ne percorriamo pochi metri, per girare subito dopo a ds per via Ruzza (strada a doppio senso), che con una amplia curva ci porta a costeggiare la linea ferroviaria e, dopo avere oltrepassato la stazione di Quinto, si immette in via Filzi.

VIA FILZI

E’ la strada che in salita conduce dal lungomare (Via Gianelli) a Corso Europa. Nel ns. itinerario ne percorreremo solo alcune decine di metri, e dopo essere passati sotto il fornice della linea ferroviaria prenderemo a sn, arrivando all’inizio di via Antica Romana di Quinto.

VIA ANTICA ROMANA DI QUINTO

E’ la più lunga dell’itinerario complessivo ed anche quella con alcuni tratti “singolari”, come divieto di transito, sensi unici etc. Nel primo tratto, a doppio senso di circolazione, vi è un notevole flusso di auto provenienti in senso contrario al nostro: esse arrivano tutte da uno svincolo, sulla ns. ds, a circa 300 m dall’inizio, che collega la carreggiata a mare di corso Europa con il lungomare di Quinto. Sarà bene quindi fare molta attenzione in questo tratto, anche per la velocità che spesso hanno tali mezzi a motore (in quel tratto corso Europa ha un limite di 60 Km/h e molti guidatori stentano a rendersi conto delle mutate situazioni che un rientro nel centro abitato propriamente detto comporta). Il ns. percorso prosegue invece per un tratto caratterizzato da un segnale di divieto di circolazione (= cerchio bianco in anello rosso): inutile dire che per i 100 m circa di tale strana situazione, con fondo tipo “creuza” ben levigato, non potremmo neanche circolare in bicicletta, ma soltanto a piedi: il buon senso impone comunque che i ciclisti, se non proprio scendere dalla bici e procedere a piedi, si immettano in tale tratta con la massima cautela, a passo d’uomo ed in rigorosa “fila indiana”. Terminato il tratto con divieto di circolazione, si prosegue per una stradina a doppio senso, in parte non molto larga ma in piano con una leggera salita nel pezzo finale, asfaltata, lunga 3/400 m, da cui si riesce ad ammirare la zona delle batterie/bunker sulle pendici del monte Moro, costruite nella seconda guerra mondiale. Alla fine di tale tratto si giunge all’incrocio con via Bolzano in una bella piazzetta, con alberi e panchine, dedicata a Santa Paola Frassinetti in cui sorge la Parrocchiale di S. Pietro, documentata sin dal 1198, ricostruita nel ‘700 e ancora trasformata nella seconda metà dell’800: custodisce una tela di Santino Tagliafichi (Consegna delle chiavi a S. Pietro) ed una di Francesco Baratta (La pesca miracolosa). Si noti che la facciata principale della Parrocchiale non è sulla piazza Frassinetti, ma la troveremo procedendo oltre la chiesa, sulla ds. Di qui, procedendo brevemente in discesa, ha inizio un altro tratto asfaltato di circolazione vietata, ma con l’importante precisazione “esclusi aventi diritto” (presumibilmente i residenti in quella zona); poco dopo la strada continua per un tratto in salita e quindi ritorna ad essere pianeggiante, sempre asfaltata. Si noterà il bivio di via Monte Baldo che si diparte a sn (da non prendere) cui segue una simpatica piazzetta, perfettamente piana, da cui percorrendo ancora poco più di 100 m asfaltati si perviene all’incrocio con via Majorana, [strada a senso unico in discesa di notevole traffico di auto in arrivo da corso Europa, che si dovrà superare], proseguendo sempre su via Antica Romana di Quinto con una salita abbastanza ripida a doppio senso di circolazione. Da notare che prima dell’incrocio con via Majorana si potrà ammirare, alle spalle, un’altra vista delle batterie. Terminata la suddetta salita, si inizia una bella discesa che conduce ad uno slargo sul cui lato ds. si affacia una officina meccanica per auto. Quindi [sempre su tratta a doppio senso] superato un ponticello sul Rio Bagnara, ha inizio una ripida salita, su fondo tipo creuza, con la strada che curva a ds. e subito dopo fa uno stretto tornante verso sn., cui fa seguito un notevole restringimento, che permette a malapena il passaggio di un’auto alla volta. Al termine di questa non trascurabile salita, soprattutto come pendenza (la lunghezza è di circa 150 m) la strada diviene asfaltata e quasi in piano, e costeggia due belle costruzioni chiare sulla ds.: ebbene esattamente tra queste due palazzine termina via Antica Romana di Quinto ed ha inizio via Romana della Castagna.

VIA ROMANA DELLA CASTAGNA 

Deve il nome ai Castagna, antichi proprietari di vaste aree della zona. Appena dopo l’inizio (attenzione: l’intera via è a doppio senso, con alcune targhe, posizionate verso la fine, che indicano il senso di marcia con diritto di precedenza) vi è sulla sn. l’innesto di via N. Fabrizi, strada asfaltata in leggera discesa che conduce sino al lungomare (da non prendere), mentre continuando diritti, in questo breve tratto alquanto stretto, conviene procedere con prudenza in quanto poco dopo, sulla ds., vi è uno stradino asfaltato a senso unico in discesa da corso Europa, da cui sopraggiungono numerosi mezzi motorizzati diretti appunto in via Fabrizi. Dopo tale innesto da C. Europa, inizia una ripida discesa, mentre la strada si allarga un pò: a meno di 100 m dall’innesto si noterà sulla sn. l’osteria Gigino, che a dispetto del nome vanta sul cristallo della porta d’ingresso numerose decalcomanie di varie carte di credito e l’indicazione di locale climatizzato [per gli amanti della buona tavola solo un cenno ai piatti tipici del locale: cacciagione e fiorentine gigantesche]. Si discende ancora per poche decine di m, e quindi la strada (alla cui sn. si diparte viale Quartara, altra strada asfaltata che arriva al lungomare, da non prendere) ha una ripida ma breve salitina, che conduce ad un tratto asfaltato e rettilineo che costeggia gli impianti di telecomunicazioni del CIRM (l’ente che gestisce la radio marittima), situati sulla sn., tra cui si notano antenne di vario tipo e di grosse dimensioni. Verso la fine di questo tratto, sul lato opposto, vi è una costruzione, protetta da una elegante ringhiera e con un giardino nel mezzo, con una targa che evidenzia il nome: Villa Bianca, già Gervasoni. Ciò che è singolare è peraltro un’altra targa, vicina alla precedente, che intima il “Divieto di Sosta”: presumibilmente tale divieto era stato apposto in tempi precedenti all’installazione della ringhiera, quando la villa confinava direttamente con la strada, ed erano quindi possibili soste di qualche mezzo in transito. Dopo pochi metri vi è sulla ds. via Cottolengo, da cui arriva un flusso di auto e moto da C. Europa e che non dovremo prendere nel ns. itinerario, in quanto noi proseguiremo per una discesa con fondo tipo creuza; trovando sulla sn. una fontanella non molto visibile perché incassata nel muraglione che fiancheggia la strada, che diverrà piana (dopo circa 200 m da via Cottolengo), attraversando un ponte sul Rio Castagna, con acqua molto pulita (almeno alla vista). Immediatamente dopo sulla ds. vi sono dei trogoli per lavatoi, tuttora discretamente conservati, anche se soffocati dalle auto e moto posteggiate tutte attorno ad essi, che ne impediscono una vista completa. Inizia quindi una ripida salita, abbastanza rettilinea nei primi 150 m, seguita da un paio di curve in cui la strada si restringe ulteriormente ed in cui la precedenza viene assegnata alternativamante ad uno ed all’altro senso di marcia: è quindi necessaria molta attenzione, anche se in realtà sono molto più numerosi i mezzi motorizzati in salita (cioé nel ns. senso di percorrenza) di quelli in discesa. In questo tratto si iniziano a costeggiare, sulla sn, gli alti muri dei giardini delle ville che fiancheggiano la strada (villa Spinola Quartara e villa Doria Spinola), fino a che la salita si addolcisce e raggiunge la piazzetta su cui si affacciano sulla ds. l’oratorio di S. Rocco e la chiesa di S. Maria della Castagna, citata la prima volta nel 1150; a partire dalla fine del ‘500 fu a più riprese trasformata e ingrandita, con gli ultimi interventi effettuati anche in tempi abbastanza recenti. La chiesa conserva al primo altare a ds. una notevole pala opera giovanile di Luca Cambiaso (Santi Rocco, Erasmo e Sebastiano; nella lunetta Madonna col Bambino); sull’altar maggiore vi è un’interessante tavoletta di Andrea d’Aste (1424): Madonna col Bambino e due angeli. A 50 m dopo la chiesa si arriva ad un bivio: si dovrà prendere a ds. via F. BORGHERO, che ci farà superare C. Europa su un ponte abbastanza largo e trafficato: quindi ha inizio una discesa che, dopo aver oltrepassato sulla ds. l’ingresso ad un istituto missionario (Società Missioni Africane) termina ad un incrocio da cui prendiamo, sulla ds. ed in salita, via Romana di Quarto.

VIA ROMANA DI QUARTO

La strada sale decisa per un centinaio di metri e quindi si addolcisce, proseguendo per altri 200 m tra palazzine e auto posteggiate in ogni dove: però inaspettatamente, ad un certo punto sulla sn si scorge un’altra singolare targa relativa a quadrupedi, che anche in questo caso è bene sia “scoperta” da chi percorre l’itinerario. Dopo questi 200 m, arriviamo all’innesto sulla sn. di via G. Bandi: esattamente in questo punto inizia un tratto a senso vietato e poco dopo ha inizio una forte salita, anch’essa di circa 200 m, sempre in un contesto di case sui due lati, fino ad una scalinata che conduce all’attraversamento di via dei Ciclamini [chi è in bici anzitutto deve tener conto del senso vietato suddetto; quindi, una volta arrivato ai piedi della scalinata, potrà evitarla prendendo sulla ds. via del Chiappàro, che fa un giro più amplio reimmettendosi più a monte in via dei Ciclamini, e prendere quest’ultima in discesa per una cinquantina di m, ritornando esattamente alla cima della suddetta scalinata]. A questo punto vi è un incrocio con cambio di nomi della strade, che per chiarezza riassumiamo nel seguito: via dei Ciclamini dopo l’incrocio diviene via A. Carrara, che continua verso il ponte di C. Europa; noi svolteremo invece sulla ds., dove continua via Romana di Quarto, diventando asfaltata ed abbastanza larga, ma con un senso vietato al ns percorso. Questo tratto è caratterizzato sulla ds. da alte mura che delimitano una parte della villa D’Albertis, il cui ingresso (a circa 100 m dall’incrocio) porge internamente su un bel viale alberato, rettilineo, con fondo tipo creuza con ciotoli ai lati, che conduce alle abitazioni dei condomini ivi residenti. Sulla sn vi è invece la villa Carrara – almeno una parte di quella originaria – anch’essa con abitazioni private all’interno. Inizia quindi una discesa che diviene sempre più ripida, tra due alti muraglioni (sulla ds si può scorgere a malapena l’antica torre ristrutturata di villa D’Albertis), che conduce ad uno slargo in cui spicca l’insegna della pizzeria “il Traliccio”, mentre sulla ds. si nota un ulteriore ingresso alla villa D’Albertis, con due simpatiche torrette ai lati. Di qui, tralasciando sulla sn. via Turr, si continua in ulteriore discesa, con l’indicazione di strada senza sbocco: è sempre via Romana di Quarto che raggiunge C. Europa, ma non ne consente l’accesso a mezzi motorizzati, grazie ad un marcato dislivello tra le due. Il ns percorso però continua nel sottopasso, cui si giunge scendendo una scalinata ripida sulla ds. ed una volta al di la di C. Europa ci immettiamo sulla strada trafficata non poco (di cui leggiamo la targa: via D. Cimarosa) che scorre sul retro dell’ex-ospedale psichiatrico di Quarto, che dovremo prendere in discesa, cioé verso ds.; dopo meno di 100 m dovremo prendere una stradina che si immette nel gruppo di case antiche sulla ds., che pur senza alcuna indicazione è sempre via Romana di Quarto, che sbocca all’esterno del suddetto gruppo di case e continua costeggiando sulla sn. l’alto muraglione dell’ex-ospedale e sulla ds. il fronte delle case, fino a giungere ad una curva sulla sn. (viale Cembrano, su cui scorre il traffico da/verso la strada lungomare) ed a uno slargo sulla ds., che conduce a Via delle Casette.

VIA DELLE CASETTE

Inizia all’imbocco del Ponte Vecchio (romano), sopra il torrente Sturla, con divieto di circolazione per inibire l’uso del ponte al traffico di qualsiasi tipo. Prima del ponte si noterà a sn. un pannello esplicativo con la storia e l’evoluzione del sito; sulla ds. vi è invece una piccola cappella, purtroppo in parte coperta alla vista dalle auto parcheggiate intorno ad essa. Superato il ponte la strada diventa a doppio senso e si nota una vecchia targa con la dicitura “Varco Ponte Vecchio di ingresso alla città”: quel punto era evidentemente uno dei varchi di accesso a Genova fino ai primi decenni dell’800. Il percorso prosegue per 200 m su strada asfaltata in piano lungo il torrente Sturla, e dopo aver incontrato un secondo ponte sulla ds. (che tralasceremo), che porta ad uno spiazzo con alcuni cancelli, inizia a salire e si possono vedere bene le acque del torrente, popolate di germani. La pendenza aumenta e dopo 150 m si arriva ad un bivio: verso ds. si discende in senso unico per via dell’Arena (che non ci interessa); verso sn. la strada continua a salire mantenendosi sotto il livello stradale di C. Europa, ma con senso vietato al ns percorso e abbastanza stretta: è quindi necessaria la massima attenzione e prudenza, per i circa 250 m che intercorrono, fino allo sbocco in via Bainsizza. Nell’ultimo tratto non vi sono particolari di un qualche interesse da evidenziare.

VIA BAINSIZZA

La si percorre verso ponente, fino a via Isonzo: ovvero meno di 100 m, ed appena arrivati in via Isonzo si gira a sn. e dopo alcuni metri si imbocca, di nuovo a sn., via Bottini, su cui prosegue il percorso.

VIA BOTTINI

Inizia a doppio senso in leggera salita e nella prima parte vi sono palazzi da ambo i lati. Quindi si oltrepassano sulla nostra sn. i vecchi edifici dell’Ospedale Militare, e ad un centinaio di metri oltre l’ingresso di questo vi è un bivio: a sn. si accede a complessi abitativi privati, mentre via Bottini prosegue sulla ds. a senso unico nel ns. senso di percorrenza. Il percorso è fiancheggiato sulla ds. da case e palazzine, mentre sulla sn. fiancheggia muri di pietra e muraglioni a protezione di ville immerse nel verde: tra questi complessi spicca il Monastero delle Battistine, a circa 200 m dall’inizio del senso unico. Ancora 150 m tra due alti muraglioni da ambo i lati, in una ambiente verde e rilassante, percorso da pochissime auto e quindi con aria poco inquinata: si giunge così ad un più largo doppio senso e si prosegue il percorso in discesa costeggiando il retro ed i muri di cinta di villa Schiaffino (origine del 1400, appartenuta alla famiglia di un eroe dei Mille). Si perviene poi ad un bivio: noi continueremo sulla ds. per via Bottini, che in questo tratto di meno di 100 m diviene strada con divieto di circolazione [in questo tratto sono sistemati alcuni cartelli, realizzati con tecnica “fai da te”, che evidenziano simpaticamente uno dei problemi tipici delle zone di abitazione residenziale; il testo di tali cartelli è: “I cani hanno il diritto di sporcare – i padroni hanno il dovere di pulire”]. Si percorrono altri 50 m e si raggiunge uno slargo posto sul retro della chiesa SS.Annunziata di Sturla: qui vi è sulla ds. una caratteristica stradina, via della Vergine.

VIA DELLA VERGINE

Invece di proseguire per via Bottini, ed arrivare sulla trafficata via dei Mille, si prenderà questa strada (a doppio senso), molto caratteristica per il fondo tipo creuza e fiancheggiata da alti muraglioni, che è costituita da due parti: la prima è in salita ed è lunga non più di 50 m; raggiunto il culmine vi è una ripida discesa di pari lunghezza, che termina con una prima scalinata, che si conclude su una stradina intermedia che conduce alla chiesa della SS. Annunziata. Ritornati a via della Vergine si discende una seconda scalinata, che porta alla congiunzione di via Sturla con piazza Sturla, da cui inizieremo la salita di via Caprera.

VIA CAPRERA

Percorreremo il largo e trafficatissimo ponte in salita e, dopo aver superato il semaforo all’incrocio con via Orlando e via Rio Salto, ci porteremo sul lato sn., da cui si diparte via Al Capo di Santa Chiara.

VIA AL CAPO DI SANTA CHIARA

E’ a senso unico nel ns. senso di percorrenza e rimarrà tale fino all’incrocio con via Orlando, nella seconda parte del percorso. Inizia in salita, ma dopo un paio di curve diventa pianeggiante e scorre immersa nel verde e nella quiete, tra vecchie case e ville settecentesche e conduce – superati il convento delle Agostiniane e la chiesetta di S. Chiara (fondata nel sec. XVI) – al capo di Santa Chiara, splendido punto panoramico dominato dal medievaleggiante castelletto Turcke, opera di Gino Coppedé. Prima del punto panoramico, dopo l’incrocio con via Orlando, sulla sn. in discesa, che è a circa 500-600 m dall’inizio, la strada diviene doppio senso ma è classificata “senza sbocco”, in quanto, superato il Capo di S. Chiara, prosegue ulteriormente e diviene una ripida discesa su Boccadasse, ma non consente ai mezzi che vi si dirigono di proseguire: i ciclisti nell’ultimo tratto dovranno condurre la bici o a mano o a spalla, prima di raggiungere piazza Nettuno.

PIAZZA NETTUNO

La meta finale del ns. itinerario. E’ la piazza che sovrasta la spiaggia di Boccadasse, suggestivo e ben conservato borgo di pescatori, da tempo appartenente all’elenco dei luoghi da visitare assolutamente da parte dei turisti in visita alla città. Il borgo è comunque anche frequentata meta di passeggiate e tradizionale ritrovo, in particolare festivo e serale, dei genovesi. Sulla piazza si affaccia, sul lato di ponente, l’antica gelateria Amedeo presso la quale tutti i genovesi hanno degustato, almeno una volta, uno dei tradizionali gelati.

ULTERIORI INFORMAZIONI:

  1. Ultimo collaudo effettuato sull’itinerario da Roberto e Gian (c/o Circolo Amici della Bicicletta di Genova tel.             010/2541243      ) il 1/7/2003.

© 2003, il presente itinerario è proprietà della Fiab Federazione Italiana Amici della Bicicletta e del Circolo Amici della Bicicletta di Genova. Ne è consentita la riproduzione citandone la fonte.

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