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Ciclismo urbano
Sicurezza stradale a Genova: conclusa la Commissione consiliare. Bene i primi interventi, ma servono misure strutturali e controlli

Sicurezza stradale a Genova: conclusa la Commissione consiliare. Bene i primi interventi, ma servono misure strutturali e controlli

Conclusasi oggi la Commissione consiliare sulla sicurezza stradale, articolata su due giornate, le associazioni Cittadini Sostenibili, Comitato San Fruttuoso, FIAB Genova, Genovaciclabile, Legambiente Polis e tRiciclo – Bimbi a Basso Impatto rendono pubblico il documento presentato nel corso dei lavori.

Il documento integrale è disponibile qui: https://fiabgenova.it/commissione-sicurezza-stradale

Le dichiarazioni dell’Amministrazione

Nel corso della Commissione, gli assessori Viscogliosi e Robotti hanno presentato i piani del Comune di Genova per migliorare la sicurezza stradale, già resi noti dopo la prima seduta, ovvero: l’estensione delle zone 30 già avviate in diversi quartieri (con un primo pacchetto di 14 strade e ulteriori interventi previsti entro il 2026); il rafforzamento dei controlli sulla velocità; l’introduzione di rallentatori ottici; il potenziamento della segnaletica orizzontale con materiali più duraturi; la realizzazione di una mappatura tecnico-scientifica degli attraversamenti pedonali in collaborazione con l’Università; la creazione di 50 attraversamenti pedonali ad alta visibilità e l’installazione di 30 semafori con conto alla rovescia, oltre all’introduzione di strade scolastiche e interventi mirati su marciapiedi e fermate bus in prossimità delle scuole.

Si tratta di elementi che vanno nella direzione di una maggiore attenzione al tema della sicurezza stradale, oggi non più rinviabile. Tuttavia, è necessario tenere ben presenti alcuni aspetti:

Velocità: non una causa minore, ma il fattore che determina la gravità

Come evidenziato nel documento presentato, la velocità non è solo una delle cause degli incidenti, ma il principale moltiplicatore del danno.
È ciò che trasforma distrazione o mancata precedenza in eventi gravi o mortali.
Per questo la riduzione della velocità nelle strade urbane non può essere affidata solo alla segnaletica, ma deve essere ottenuta attraverso una progettazione coerente dello spazio stradale.

Zone 30 e segnaletica: utili, ma non sufficienti

L’introduzione di nuove zone 30, il rafforzamento della segnaletica orizzontale e l’attenzione agli attraversamenti pedonali rappresentano un primo passo positivo.
Tuttavia, molti di questi strumenti sono già presenti in città e non hanno finora prodotto una riduzione significativa degli incidenti più gravi.
Il rischio è quello di continuare ad agire prevalentemente con interventi di tipo visivo, senza incidere realmente sui comportamenti di guida.

Rallentatori ottici: un supporto, non una soluzione

Come evidenziato nel documento presentato in Commissione, i rallentatori ottici producono riduzioni della velocità limitate (circa 3–8 km/h) e agiscono esclusivamente sulla percezione visiva.
Possono essere utili come integrazione, ma non possono sostituire interventi fisici, come attraversamenti rialzati, restringimenti della carreggiata o altri dispositivi che modificano concretamente la velocità dei veicoli.

Il punto più critico: il mancato rispetto della precedenza ai pedoni

Uno dei problemi più evidenti in città è il mancato rispetto della precedenza ai pedoni sulle strisce.
Il Codice della Strada impone di dare precedenza anche a chi si accinge ad attraversare, ma questo obbligo è troppo spesso ignorato.
Per questo riteniamo che il tema debba diventare una priorità assoluta.

È necessario:

  • avviare una massiccia campagna di comunicazione sul rispetto della precedenza ai pedoni;
  • rafforzare i controlli della Polizia Locale;
  • sanzionare in modo sistematico la mancata precedenza;
  • contrastare la sosta in doppia fila in prossimità degli attraversamenti;
  • garantire la visibilità reale delle strisce, eliminando ostacoli.

Le proposte: interventi concreti e immediatamente attuabili

Nel documento presentato in Commissione abbiamo indicato alcune azioni chiare e realizzabili:

  • avviare una sperimentazione per quartieri con interventi fisici di moderazione del traffico;
  • mettere in sicurezza gli attraversamenti eliminando ostacoli alla visibilità (13 metri a 30 km/h, 23 metri a 50 km/h) e realizzando attraversamenti rialzati, a partire dagli istituti scolastici;
  • rafforzare la presenza della Polizia Locale;
  • realizzare le prime piazze e strade scolastiche in ciascun quartiere;
  • garantire continuità e sicurezza alla rete ciclabile anche in presenza di cantieri;
  • riconvertire gli spazi oggi utilizzati impropriamente (come i “corsioni”) in spazi più sicuri.

La nostra valutazione

Apprezziamo l’attenzione crescente al tema, da parte di tutte le forze politiche presenti in Commissione, e rileviamo positivamente come nella seduta odierna i commissari, trasversalmente agli schieramenti, si siano espressi a favore dell’introduzione di rallentatori fisici della velocità. Tuttavia, resta evidente la distanza tra le misure proposte e ciò che serve per ridurre concretamente l’incidentalità.

Una scelta che riguarda la città

Nel 2026 non è più accettabile che pedoni e ciclisti siano considerati “utenti deboli”.
Nelle città europee sono utenti prioritari perché contribuiscono alla qualità della vita urbana.
Anche Genova deve compiere questo salto.

Conclusione

Le associazioni ribadiscono la propria disponibilità al confronto con l’Amministrazione, ma chiedono con chiarezza un cambio di approccio: meno interventi simbolici, più interventi efficaci.

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