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Stati generali della bicicletta

Stati generali della bicicletta

Si sono tenuti il 5 e 6 Ottobre a Reggio Emilia gli Stati Generali della Bicicletta, promossi da FIAB, Legambiente, Salvaciclisti e ANCI. 

Lo spunto è stato di ripartire dall’ormai lontana Conferenza Nazionale della Bicicletta del 2007,  per confrontarsi

con i cambiamenti che hanno attraversato negli ultimi anni il mondo della bici e con le nuove realtà emerse anche grazie allo sviluppo di internet e dei social network.

 

Gli incontri, svolti nel bellissimo Centro Loris Malaguzzi di Reggio, sono stati organizzati sia in forma di assemblea plenaria che di sessioni a gruppi di lavoro, articolati su 5 tematiche:

– normativa

– organizzazione e mobilità

– governo della mobilità

– cultura e educazione

– reti ciclabili

Dai due giorni di lavoro sono stati ricavati un documento di sintesi e 5 relazioni a tema, riportate nel seguito. 

 

Le tre organizzazioni di rappresentanza dei ciclisti hanno lavorato in buon accordo e questo fa ben sperare che gli stati Generali siano serviti anche a creare una nuova sintonia fra chi dovrà contribuire, partendo ciascuno dalle proprie peculiarità, al comune interesse per la ciclabilità.

Il ruolo di FIAB è stato particolarmente evidente con la massiccia presenza dei suoi tecnici che raccolgono le migliori conoscenze sul mondo della bici, mentre il gruppo Salvaciclisti è risultato più animato anche forse per differenze generazionali e di formazione professionale e culturale.

Gli Stati Generali sono stati anche occasione di incontro con i Comuni particolarmente virtuosi nel promuovere la mobilità ciclistica (quelli non virtuosi non si sono fatti ovviamente vedere): ne è nata anche una sorta di accordo interno ad ANCI per lo sviluppo di una “rete delle città slow”.

Un particolare consenso è andato alla relazione di Anna Donati, assessore a Mobilità e Infrastrutture del Comune di Napoli, che ha raccontato come, grazie agli interventi di pedonalizzazione e regolazione del traffico in centro, attuati di recente dalla nuova giunta, Napoli stia vivendo un momento di grande entusiasmo che ha portato i napoletani a riscoprire il valore della loro città.

Ecco il documento di sintesi redatto dal Comitato Scientifico formato da Maria Berrini, Edoardo Galatola, Maria Rosa Vittadini, Matteo Dondé

L’Italia cambia strada – Serve una Svolta 

Serve una Svolta

  1. Per Territori e Paesaggi di qualità, curati e presidiati, attrezzati per la mobilità dolce
  2. Per Città di persone, libere dalle auto, più sicure, sane, belle, vissute
  3. Per una Mobilità sostenibile, più efficiente, intelligente e funzionale
  4. Per i Pedoni e i Ciclisti, da mettere al centro della mobilità urbana
  5. Di innovazione sociale: visioni, progetti, decisioni, che siano condivise e che attingano dalle comunità. 
 In che Direzione
  • Verso un target 20-20-20 della mobilità (intese comne percentuali di ripartizione modale, tra bici, pedoni, tpl). Come obiettivo medio nazionale, ma per il quale ogni città dia il proprio contributo, andando anche oltre
  • Verso un target Zero incidenti in ambito urbano puntando a dimezzare subito morti e feriti tra pedoni e ciclisti
  • Verso i 30 km/ora in ambito urbano con eccezione della viabilità principale o di ambiti definiti, la cui definizione sia responsabilità dei Piani locali
  • Verso i20.000 kmdella rete ciclabile nazionale (di cui 6.000 di EuroVelo) 

COME. Le strategie. 

  • Ridisegno degli spazi e delle strade e  nuovi Quartieri Car free, ai fini della moderazione del traffico e della convivenza tra diversi modi di muoversi
  • Progettazione e attivazione di servizi integrati e innovativi per una città amichevole che incoraggi il passaggio dall’auto in proprietà a sistemi integrati di mobilità, Ad es.: parcheggi bici-TPL, stalli, parcheggio spazi condominiali, ciclofficine e luoghi (Bike Squares) di aggregazione, ciclabilità diffusa (corsie, preferenziazioni, reti ciclabili come valorizzazione del paesaggio), bikesharing, servizi bici cargo per le merci, intermodalità, infomobilità (orientate alle bici)
  • Ruolo delle comunità (privati, associazioni e cittadini) per dare loro informazione e voce, per valorizzare il loro ruolo di innovazione di servizi e di prodotti
  • Individuazione di investimenti da attivare e o da ridistribuire per il finanziamento della mobilità ciclistica
  • Incentivi e disincentivi
    • Premi a comuni/quartieri virtuosi, incentivi per i lavoratori (premi, agevolazioni, convenzioni, abbonamenti e defiscalizzazioni per i datori di lavoro che li utilizzano). Incentivi mirati ai i giovani (premi, riconoscimento sociale, abbonamenti, convenzioni, modalità aggregazione).
    • Riconoscimento dell’infortunio in itinere anche per lo spostamento in bici casa-lavoro
    • Disincentivi all’uso dell’auto (tariffazione sosta, accessi aree congestionate). 

STRUMENTI

  • Revisione organica del Codice della Strada  e delle norme tecniche che vanno rivisti, snelliti, armonizzati e corretti per quanto concerne la mobilità ciclistica e pedonale. Coinvolgimento delle associazioni utenza debole nella sua ridefinizione.
  • Progettazione urbanistica (integrazione degli obiettivi ciclabilità nei Piani urbanistici e nei regolamenti edilizi, utilizzo mirato degli oneri di urbanizzazione, ricalibrazione degli standard di parcheggio)
  • Elaborazione/Revisione dei Piani locali della Mobilità, alla luce degli obiettivi di riequilibrio e di sicurezza qui indicati  e redazione dei piani per la sicurezza urbana
  • Sviluppo di un Piano Nazionale della Mobilità Ciclistica 
  • Istituzione della rete ciclabile nazionale anche in funzione del cicloturismo e delle attività economiche collegate e definizione della segnaletica di direzione per i percorsi ciclabili urbani ed extraurbani
  •  Comunicazione
    • Educazione. Nelle scuole, università e nei luoghi di aggregazione, con  progetti inclusivi (Scuole Car free, Ciclopedibus,…)
    • Formazione. Nelle Pubbliche amministrazioni, per decisori e tecnici.
    • Comunicazione.Mirata e differenziata.
      • Agire sui linguaggi e sui simboli
      • Produrre emozioni, non dogmi
      • Usare messaggi positivi e inclusivi
      • Attivare  strumenti dedicati (Portali web, Giornata nazionale Bici, Adesione a settimana EU mobilità, Bike Pride, Network tra buone  pratiche e servizi, Campagne Bike to work – to school – to shopping ….). 

CHI

  • Cabina di regia Nazionale, incardinata dove si formano le politiche, ma anche di coordinamento traversale (Ministero Trasporti, Ambiente, Salute, ….)
  • Regioni, con fondi e leggi dedicati, in particolare per progettazione urbanistica
  • Comuni – Ufficio bici, Bike plan, partecipazione, obiettivi e monitoraggio,…..
  • Comunità (imprese, associazioni, movimenti, cittadini,…), come protagonisti del cambiamento. 

Scarica il file zippato contenente il documento finale dei cinque gruppi di lavoro

 

 

 

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